A centrocampo urge un rinforzo affidabile

 di Redazione Genoa News 1893 articolo letto 1262 volte

La sconfitta con la Roma? Poteva starci e non ha peggiorato più di tanto l'umore dell'inguaribile popolo rossoblù. Bastava già il dramma sportivo sofferto da Perin a coprire con un velo di tristezza la prima domenica calcistica del 2017. Benedetto ragazzo, che jella: neppure il tempo di metabolizzare completamente il guaio fisico costatogli gli Europei, che dalla sorte è giunta un'altra batosta. In attesa di rivederlo in campo più scattante di prima, fissiamo bene nella memoria quella sua prodezza pagata a prezzo carissimo, insostenibile: un prodigio autentico, quel balzo sulla sua destra con decisiva smanacciata, che un numero esiguo di portieri avrebbe potuto compiere con successo.

Consoliamoci pensando che Lamanna è forse il dodicesimo più affidabile del nostro calcio: non regalerà probabilmente qualche miracolo di repertorio periniano, ma si è già guadagnato in numerosi mesi di forzato titolarato la fiducia di tutti noi. Insomma, non risiede certo tra i pali uno dei gravi problemi che assillano il Genoa e soprattutto il malcapitato Juric, costretto a fare le nozze coi fichi secchi.

Vero che la sconfitta del Palermo a Empoli ha ulteriormente puntellato la salvezza del Grifo, ma stia attenta la dirigenza rossoblù a non archiviare con ingiustificato anticipo l'intera stagione. C'è modo e modo di rimanere in serie A e il distacco attuale dalla sedicesima in classifica non è così abissale.

La gara coi giallorossi ha ribadito che la cessione di Rincon non equivale alla semplice perdita di un undicesimo della squadra titolare, ma assume un'incidenza ben più rilevante. Probabilmente, era inevitabile trasferirlo, e su questa scelta è doveroso appoggiare in pieno la società, ma illudersi che – in attesa del rientro di Veloso, che resta un elemento assai discusso – sia sufficiente arretrare Rigoni al fianco di Cofie per risolvere ogni problema è una follia bell'e buona. Il vicentino è una mezz'ala-incursore senza le qualità né del regista nè del mediano e con lui vicino anche il ghanese, incaricato almeno in parte di fare gioco, è miseramente naufragato. Juric ha bussato a rinforzi, ma occorre attenzione a non sbagliare mossa. L'ivoriano Sanogo ha 28 anni, proviene da un infortunio assai delicato ed è un'altra mezz'ala: siamo così certo che soddisfi, oltre a quella numerica, le esigenze di un centrocampo zoppicante, fragile ed incompiuto? Il Prez deve entrare nell'ordine di idee di spendere qualche milioncino per offrire a Juric un mediano che si rispetti.

Riguardo agli altri innesti di gennaio, è doveroso sospendere il giudizio, non senza qualche smorfia di perplessità. Pinilla, coi suoi 33 anni, non è il centravanti di prospettiva invocato da molti, ma nell'immediato dovrebbe rivelarsi un acquisto azzeccato. Di sicuro, almeno per ora, offre assicurazioni superiori rispetto a Simeone, che soffre pazzescamente la fisicità di certi difensori e – appena gli avversari lo hanno iniziato a conoscere – è parecchio calato quanto a pericolosità in zona gol.

Più discutibile l'arrivo di Taarabt, che avrebbe potenzialità tecniche da Champions, ma ha sciupato una serie di occasioni professionali per via di una carattere non dei più mansueti. Il marocchino da tempo sta facendo tappezzeria, ma al di là di ciò è una mezza punta atipica: saprà ambientarsi al modulo abbastanza rigiro di mister Ivan?

Eppoi, i due ragazzi. Noi da sempre siamo per la politica dei giovani, sicché plaudiamo agli ingaggi di Beghetto e Morosini, tuttavia ci hanno sorpreso le recenti dichiarazioni di Juric secondo cui il figlio d'arte non sarebbe ancora maturo per la massima serie e l'ex bresciano si sarebbe presentato fuori condizione. Mah...

Non resta che attendere con sufficiente pazienza. Di sicuro Juric e la gente genoana si aggrappano a Pinilla, Taarabt e Morosini, tenuti ad accrescere di qualità e insidiosità una linea offensiva che attualmente lascia parecchio a desiderare. Sul Cholito ci siamo già espressi, ma sarebbe opportuno che i vari Ocampos, Ninkovic e Lazovic si dimostrassero degni di attenzione e di elogio anche a livello di concretezza. Per carità, si impegnano strenuamente in partita e in allenamento, ma non basta qualche giocata estemporanea, spesso tentata a distanza siderale dai pali avversari, per guadagnarsi la pagnotta.

Occorre insomma un salto di qualità, per evitare che un malaugurato golletto come quello incassato contro i giallorossi suoni a condanna inappellabile. La difesa regge e non desta soverchie preoccupazioni, ma nel calcio non esiste solo la fase di interdizione...

PIERLUIGI GAMBINO