Davide Nicola riponde alla domande dei tifosi rossoblu

24.03.2020 18:13 di Franco Avanzini   Vedi letture

In questi giorni in cui si chiede a tutti di "restare a casa", il tecnico Davide Nicola ha risposto ad alcune domande che gli sono state poste sulle sue pagine ufficiali ad alcuni tifosi per provare, per una volta, a parlare di calcio stemperando un po' l'attuale situazione certamente non allegra per tutto il mondo. Il mister rossoblu ha cercato di selezionare le tante richieste in due fogli e rispondendo ai concetti fondamentali.

Alessandro e Stefano gli hanno chiesto quali siano le caratteristiche principali per un allenatore: "Non c'è un protocollo uguale per tutti. I ritengo ci siano quattro caratteristiche fondamentali: l'empatia, l'ascolto attivo senza pregiudizi, l'umiltà e la competenza. La conoscenza del proprio lavoro ha un peso importante".

La domanda di Andrea verte invece sul quanto possano contare le qualità morali nel raggiungimento di un obiettivo: "Le doti tecniche da sole non possono bastare. Noi siamo organismi biologici. Allenamento tecnico, fisico e psicologico non si parla di cose separate, sono interdipendenti. Una metafora potrebbe essere che l'hardware e il software lavorano sempre in maniera congiunta".

E' bravo a calciare i rigori, Mimmo Criscito; chiede Alessandro. Ed il tecnico Nicola risponde: "Intanto bisogna essere bravi a prendersi la responsabilità di calciarli i rigori. Farli in allenamento o in partita cambia; ulteriormente cambia farlo in partita a seconda del momento e del risultato al momento della battuta. I numeri dimostrano come Mimmo Criscito sia in grado di prendersi questa responsabilità anch se in squadra abbiamo altri giocatori capaci di calciarli"

Giorgio chiede al mister come stia passando questo periodo e cosa stia facendo fare ai calciatori: "Sono a Genova in attesa di novità. I calciatori hanno qualcosa da fare a casa, si dividono in lavori specifici, fisici, aerobici, per quello che permette il luogo di allenamento e hanno un ripasso tecnico tattico, video individuali su punti di forza e aree di miglioramento, un ripasso del regolamento. Insomma si cerca di tenerli attivi e reattivi, cercando di portare avanti una normalità in un momento non semplice". Sui giocatori più forti per ruolo Nicola non ha dubbi: "I miei sicuramente. Occorre credere ciecamente nelle persone che guidiamo".

Quali consigli può dare ai giovani che, nonostante non abbiamo grandi esperienza da calciatore, vogliano fare gli allenatori, chiede Valerio: "Io parto da un concetto che bisogna coltivare la propria passione. Non esiste alcun lavoro che possa prescindere da questo". Lorenzo invece vuole sapere come farà a caricare i giocatori per la gara più importante della stagione per i tifosi, sempre che si giochi: "Mi hai portato all'apice parlando del derby e poi giù con questo sempre che si giochi, ma è giusto, è realista da parte tua. Il derby non è da preparare dal punto di vista emotivo. E' una gara talmente importante che ha una storia dietro e che è anche un piacere di essere giocata o di essere diretta, nel mio caso. Sono partite particolari che rappresentano la passione di una città. E' una gara dove bisogna esser molto abili a sapere cosa bisogna fare in campo cercando di equilibrare le emozioni perché questo fa la differenza"-

Pietro vorrebbe sapere quale segreto ha usato mister Nicola nel cambiare la fisionomia della squadra sin dalla prima gara nella quale si è seduto su quella panchina: "E' stato molto naturale per me. Sono arrivato e ho detto quale fosse la mia idea di gruppo e di calcio. Ho fatto l'analisi delle caratteristiche dei giocatori che avevo a disposizione e si è deciso di partire a lavorare su determinate priorità. oi ti dico però che ho imparato più io da loro in certe cose. E quindi in qualche modo ci siamo completati".

La conquista di un popolo, quello genoano, nella domanda di Roberto che chiede pure se resterà il prossimo anno: "Non è facile rispondere. A Genova mi sento a casa, è una realtà che mi fa stare bene, che mi è naturale nel rappresentare. Cosa succederà in futuro, a causa della situazione attuale, non possiamo saperlo ma sappi che allenare il Genoa, come quando ci avevo giocato, per me ha sempre rappresentato qualcosa di speciale".

Tocca a Davide che chiede il suo momento più emozionante: "E' stata la gara contro la Lazio l'applauso dei nostri tifosi perché apprezzava la mentalità dei calciatori messa in campo. Il calcio non è solo il risultato finale ma un po' tutto, compresa la passione dei nostri tifosi".  Fausto vuol sapere come stia la squadra, lo staff ed il resto dei componenti del Genoa in questo momento in cui parlare di calcio non è semplice: "Non è facile parlare di calcio però occorre non lasciarci andare perché se siamo preda di quanto c'è intorno a noi rischiamo di perdere molto di più".

Pietro vuole capre come sia nata la passione per il Genoa: "Ho giocato nel settore giovanile, ero arrivato a 14 anni, ho avuto maestri come Mainetto, Maselli e lo stesso Perotti. Attraverso questi grandi maestri con la fortuna di giocare in questo settore giovanile, si parlava di storia, di vestire questa maglia, ci si avvicinava in punta di piedi alla prima squadra. Le scuole le ho fatte in gran parte qui, mia moglie è di Genova, quattro dei miei cinque figli sono nati qui, cosa dici tu...".

I consigli ad un giovane allenatore e la sua idea di calcio, chiede Luca: "Non è importante avere giocato a grandi livelli per fare l'allenatore. E' la passione che governa ognuno di noi, Ci sono esempi pratici in questo senso. Bisogna portare avanti la propria passione e la curiosità. La mia idea di calcio? Mi piace un calcio propositivo, molto aggressivo. Mi piace parire da dietro, dal portiere sino ad arrivare alla linea degli attaccanti. Non voglio aggredire sempre l'avversario, una organizzazione maniale sia sulla lettura della partita che sulla fase di non possesso. Mi piace dominare il gioco e attaccare gli altri anche se non sempre è fattibile perché in campo ci sono pure gli avversari ma l'idea di base resta sempre quella". 

Quale libro sta leggendo in questo periodo? Domanda Massimo: "Rispetto ad altri momenti in cui leggo altri tipi di letture, in questo periodo leggo libri tecnici per potermi informare e confrontare con le mie idee. Mi tengo così allenato e aggiornato". Veronica  vuol sapere come si faccia tenere alta la concentrazione e ricevere la fiducia da tutti loro: "Occorre esser sempre se stessi. Poi non puoi piacere a tutti. Considera che però alleno professionisti. Va dedicato molto tempo a tutti. L'allenatore non è tanto quello che fa in campo ma quello che fa fuori. Ogni calciatore deve essere aiutato a migliorare, con percorsi individuali". 

Salvezza possibile, chiede Martina: "Ci credo ciecamente e lo desidero fortemente. Con il lavoro intrapreso e quello che si porterà avant riusciremo a raggiungere l'obiettivo. Mattia chiude questa chiacchierata con il tecnico Davide Nicola con una domanda sulla programmazione: "La settimana viene impostata rispetto all'avversario che si deve incontrare, rispetto alla gara precedente dove si valuta quello che si deve migliorare. E' un circolo dove proponi, verifichi e modifichi. La programmazione a lungo termine serve per toccare i punti fondamentali dell'idea di gioco quella settimanale per entrare nei dettagli"