Genoa, non facciamone una tragedia ma ragioniamoci

05.08.2018 11:05 di Franco Avanzini articolo letto 1591 volte

Il Genoa ha perso a Sète contro il Montpellier, squadra di metà classifica di Ligue 1. Una battuta d'arresto che non deve assolutamente preoccupare in maniera seria ma solamente ripensare al lavoro fatto cercando di migliorarlo. In fondo la gara di ieri in Francia è durata poco più di dieci minuti, poi, espulso il capitano Criscito, non è possibile dare un giudizio complessivo, soprattutto in queste gare amichevoli che servono soprattutto per mettere fieno in cascina (pardon, nelle gambe), oliare i meccanismi e far vedere ai tifosi un po' tutti i giocatori presenti in rosa. Servono pure alla società per decidere se  e cosa ci sia ancora da rivere nel restante periodo di mercato estivo.

Anche perché ad un certo punto si è visto Kouamé, un attaccante, giostrare più da difensore esterno che nel ruolo che gli sarebbe stato assegnato. Insomma un incontro che non merita molti commenti pur in una giornata dove le punte non hanno ricevuto palloni giocabili, Lapadula ha sprecato l'unico vero ottenuto e Piatek non ha inciso come aveva fatto sino a questo momento, poi nella ripresa lo stesso Spinelli era apparso evanescente ma anche un po' isolato mentre non è giudicabile Dalmonte alla prima con la nuova casacca addosso.

In queste gare amichevoli non ci sono mai grandi interventi cattivi ra i giocatori, nonostante questo il Genoa ha chiuso in nove (espulso nel finale pure Spolli). In questo caso sul banco degli imputato va l'arbitro, il signor Olivier Thual di Brest, 42 anni e una lunga militanza in Ligue 1. L'espulsione del "capitano" ha dell'incredibile tanto che lo stesso allenatore avversario pare abbia detto al direttore di gara di soprassedere ma lui, inflessibile, ha cacciato il genoano. In chiusura poi altro rosso diretto a Spolli per proteste (sul raddoppio avversario avrebbe subito una spinta irregolare). Magari una maggior oculatezza sarebbe servita da parte del signor Thual, possibilmente facendosi sentire di più vocalmente ed usando il cartellino rosso un po' meno. Così facendo la gara non ha potuto avere un regolare svolgimento, con il Montpellier ad attaccare e il Genoa a difendersi e raramente farsi vedere in attacco. L'unica lezione imparata (speriamo) dai giocatori di Ballardini sarà quella di protestare di meno, dal prossimo fine settimana ammonizioni ed espulsioni conteranno notevolmente di più.