Genoa, un esame per molti giocatori

09.09.2018 10:01 di Franco Avanzini articolo letto 667 volte

Il test contro l'Alessandria non poteva certo essere probante. Il Genoa affrontava infatti una squadra che ancora non ha cominciato il proprio campionato per i noti problemi che affliggono il calcio italiano partendo dalla Serie B e via-via a scendere per i vari tornei e quindi con un rodaggio non perfetto per i grigi locali. In campo è andata una formazione mandata dal tecnico Davide Ballardini priva dei Nazionali in giro per l'Europa. 

Sotto la lente di ingrandimento soprattutto la prova di Gianluca Lapadula. Diciamo subito che la dea bendata si è dimenticata di ui da un po' di tempo. L'italo-peruviano si è mosso bene facendosi trovare spesso smarcato, ha calciato verso la porta con buona continuità, ha pure segnato una rete che però gli è stata annullata per fuorigioco e colpito una clamorosa traversa con una conclusione da oltre trenta metri dopo aver visto il portiere avversario fuori dai pali di alcuni metri.  

Non è un buon periodo per lui visto che la rete tarda ad arrivare ma lo stesso Ballardini, alla fine del match, ha ricordato come spesso per gli attaccanti i periodi possano cambiare diventando da negativi a positivi in un batter d'occhio (ma anche viceversa, ovviamente). Lapadula va aspettato perché potrà dare molto a questo Genoa nel momento in cui si sbloccherà e non dovrà più giocare cn l'assillo della rete che non viene.

Altro giocatore che era un po' nel mirino soprattutto dei tifosi, era Federico Marchetti. Il portiere ha urlato, come suo solito, molto. Vive i novanta minuti a modo suo, partecipando, oltre che con le parate, anche vocalmente. Non è stato molto impegnato ma su un tiro da fuori ha palesato un po' lo stesso errore di Reggio Emilia in occasione di due dei cinque gol subiti. Una presa non perfetta con sfera lasciata un paio di metri davanti a se. Questa volta non c'era il Lirola o il Babacar di turno e tutto si è risolto senza danni ma il campanello d'allarme sta per scattare. Un anno e mezzo senza calcio giocato pesano anche sulle spalle di un numero uno. Lavorare, lavorare e ancora lavorare in settimana sarà il suo credo quotidiano per tornare ad essere una sicurezza.

E gli altri? La difesa con Lisandro Lopez al centro è stata poco impegnata anche se è parsa più tranquilla nel primo tempo sistemata a tre che nella ripresa che Ballardini l'ha in pratica messa a quattro. In mezzo Rolon e Mazzitelli hanno il primo coperto ed il secondo attaccato maggiormente. Difficile dare un giudizio visto che di fronte c'era un avversario di doppia categoria inferiore. Soliti pregi ma anche soliti difetti per Bessa, per Medeiros e per Omeonga impiegato nel secondo tempo. Buoni gli spunti sulle fasce sia di Lazovic che di Pedro Pereira.