Giorgio Perinetti: "Unità di intenti e raggiungeremo i nostri obiettivi"

 di Franco Avanzini articolo letto 267 volte

È stata la giornata di Giorgio Perinetti, presentato alla stampa a Villa Rostan, accompagnato dall'amministratore delegato Alessandro Zarbano. Le prime parole del neo direttore generale del Genoa sono state indirizzate alla sua ex società: "Ringrazio innanzitutto il presidente Tacopina per avermi permesso di venire qui al Genoa. Saluto tutta la società Venezia e i veneziani".

Dopo i ringraziamenti al Venezia, le parole son tutte per il Genoa. "A 11 anni ho visto la prima mia partita. Era un Lazio-Genoa e finì 0 a 0. Quei due colori così accostati mi son rimasti dentro. Sono onorato di esser qui. Un altro motivo per cui ho deciso di venire al Genoa è la mia conoscenza col presidente Preziosi. Ho lavorato con lui a Como anche se fu una esperienza breve, a Firenze quando Preziosi aveva cercato di prendere la Viola e poi al Genoa".

Sul momento della squadra. "La classifica è precaria ma ingiusta. Io cercherò di dare il mio contributo alla causa. Mi piace come si vive il calcio qui. Sento un gran spirito di appartenenza da parte di tutti i dipendenti con cui ho parlato".

Sulla tifoseria: "È conosciuta ovunque. Marassi e il suo clima vanno oltre la partita e la vittoria. Uno spirito percepito anche grazie a mie conoscenze ex genoane come Pruzzo, Damiani, Martina, Signorini. Tutti mi avevano parlato del clima che si vive allo stadio e l'emozione che si prova a giocarci".

Sul contratto stipulato con la società: "Avrò tre anni di incarico ma ad ogni fine anno rimetterò il mio mandato perchè voglio che ci sia piena soddisfazione da entrambi le parti. Sono arrivato qui per lavorare al meglio".

Su Juric in bilico spiega Perinetti: "Ho visto uno Juric motivatissimo e propositivo. Mi piace il suo modo di fare calcio e di ragionare. La squadra lo segue molto durante gli allenamenti e mi piace pure come i giocatori parlano durante le sedute. C'è un bel gruppo. È coeso ed a favore del mister, con idee chiare e con tanta motivazione nei singoli".

Sul suo impiego: "Lavorerò a 360 gradi, h 24, con me ho portato solamente un collaboratore Giampaolo Marcheggiani". Sulle bandiere ne calcio: "Purtroppo non esistono più o quasi. Qui abbiamo Perin. Ma oramai sono pochi. Con il calcio moderno è facile che non esistano più. Talvolta occorre effettuare operazioni dolorose durante il mercato; diventano necessarie. C'è da lavorare al Genoa, oltre ad una squadra occorre anche avere una società forte; una tifoseria coesa e un ambiente sereno e costruttivo". Sul mercato invernale: "Qualcosa faremo - prosegue Perinetti - Cercheremo di portare al Genoa quel centrocampista che non siamo riusciti a prendere in estate".

Juric rischia la panchina? "Stimo Juric e il suo modo di lavorare. Lo conosco da quando era a Palermo con Gasperini. Mi piacciono gli allenatori propositivi. Vedo una squadra viva. Adesso il prossimo step sarà la gara di domenica. Un risultato positivo potrà regalarci la svolta per questa stagione".

Infine parole sulla cessione societaria. "Il presidente Preziosi è fermo sulle sue intenzioni. Se ci saranno possibilità cederà la società. E' motivato in tal senso. Se ci saranno richieste credibili saranno valutate. Io comunque sono qui per lavorare. Con Preziosi non ci saranno problemi, ho sempre lavorato con presidenti dal carattere forte. Il futuro? Voglio restare qui il più a lungo possibile e magari portare un nuovo Belotti al Genoa".