Il gol questo sconosciuto, figurarsi senza Lapadula...

 di Redazione Genoa News 1893 articolo letto 2013 volte

La sconfitta di Udine purtroppo passa in secondo piano, soppiantata dal grave l'infortunio occorso a Lapadula, di gran lunga il giocatore meno sostituibile del Genoa. In attesa del responso medico definitivo, ci si interroga riguardo ai rimedi da porre in atto durante la sua presumibilmente lunga assenza. In teoria, Galabinov diventerà il titolare fisso al centro dell'attacco, ma è chiaro che occorre identificare una o più soluzioni alternative plausibili, nel caso in cui il bulgaro si confermasse attaccante abile nella manovra ma scarsamente prolifico in zona gol. Anche Pandev, in linea teorica, potrebbe occupare la posizione, ma si tratta di una seconda punta, non adattabile al ruolo se non per un breve periodo. Il popolo genoano confida nel convalescente Pellegri, nella convinzione che le doti non comuni del “bocia possano controbilanciare la mancanza di esperienza e malizia”: una mossa stuzzicante ma dettata più dalla disperazione che dalla logica, poiché non sarebbe un bene per il ragazzo gettarlo allo sbaraglio caricandolo di enormi responsabilità.

Come ovviare, dunque? Forse ricorrendo al mazzetto di svincolati che ansimano in attesa di un ingaggio? L'usurato Gilardino, 35 anni, il fragilissimo Pepito Rossi, il discusso Cassano: qualcuno di loro potrebbe colmare la lacuna meglio dei giocatori già in rosa? Un interrogativo che non ci sentiamo di sciogliere.

Di sicuro il guaio al bomber ex rossonero rappresenta un colpo di jella senza precedenti, anche perché maturato a mercato appena chiuso. Altre squadre, probabilmente, avrebbero assorbito la botta con minori tremolii, ma Preziosi – sbagliando – si è affidato esclusivamente a Gianluca senza offrire a Juric sbocchi offensivi ulteriori. Ed ora è come se fosse crollato l'unico muro maestro di un castello dalle fondamenta di cartapesta.

Certo, in Friuli il destino ci ha messo del suo: Lapa a parte, ecco l'uscita forzata anche di Biraschi e quel fischio arbitrale assurdo che ha regalato all'Udinese la punizione del gol. Poteva finire 0-0, ma il punticino in più non avrebbe probabilmente mutato le prospettive di una squadra ricca di limiti costituzionali. Di grazia, chi può buttarla dentro? Occorrerebbe qualche sigillo dagli esterni offensivi, ma l'abbondanza numerica nel settore cozza con il rendimento deficitario di tutti i protagonisti. Pandev in Nazionale segna spesso e si spompa per poi prendersi pause infinite in maglia rossoblù: a Udine non avrebbe dovuto giocare. Palladino ha da tempo imboccato il viale del tramonto. Taarabt – forse il migliore in Friuli – è un'eterna incognita e non è un cannoniere, come si è notato quando nel finale ha ciccato di testa quel cross invitante da destra: un bomber vero avrebbe spaccato la rete. Infine Centurion: come ingaggiare un giocatore dai precedenti turbinosi e lontanissimo dall'essere presentabile nel nostro campionato? Aggiungiamo che Laxalt e Lazovic non hanno mai visto la porta in vita loro e Veloso è tutto meno che un fromboliere. Anche un Lapadula al top della salute e della forma non sarebbe potuto bastare per garantire una stagione tranquilla. Succederà altre volte di finire sotto nel punteggio, ma se non si riesce mai a restituire lo schiaffo, sono guai grossi!

Eppoi parliamo del centrocampo: nell'ottica di Juric, Bertolacci è talmente imprescindibile da essere schierato anche quando è in pessime condizioni di forma ed è fresco di infortunio? Non è un caso che si sia imbattuto in un fallaccio costatogli una sacrosanta espulsione: era obnubilato dalla fatica. Doveva giocare Omeonga, che, inserito al posto del romano, una volta risolto l'iniziale spaesamento non ha sfigurato affatto. E che dire di Rigoni, che in un passato non remotissimo in mediana ha già giocato? Il mister lo ha lasciato addirittura a casa.

Crotone, Verona e Benevento dovrebbero garantire al Grifo il mantenimento della categoria, ma è meglio non fidarsi. D'ora in poi bisogna fare legna in qualsiasi maniera, anche a costo di ripudiare antiche convinzioni. In attesa che il Joker o chi lo avvicenderà al timone del club ci metta una pezza a gennaio, mai così distante...

PIERLUIGI GAMBINO