Kouamè e Radu si raccontano ai bambini: le loro parole

08.05.2019 17:15 di Gregorio Spigno   Vedi letture

Ai margini dell’evento organizzato per i Genoa Tribe presso il Museo del club rossoblu, in cui una cinquantina di bambini si sono misurati con il mondo della comunicazione e del giornalismo, hanno parlato Andrei Radu e Christian Kouamè. 

I due calciatori hanno risposto alle domande preparate dai bambini, coadiuvati dall’ufficio stampa del Genoa.

In questa simpatica iniziativa organizzata dallo staff rossoblu sono stati comprensibilmente tanti i temi trattati. 

Le risposte di Radu ai bambini sono state queste: “La passione per il calcio me l’ha trasmessa mia nonna. Mi portò a fare un provino e giocai da attaccante, poi ero troppo pigro e mi sono messo in porta, la prima volta ero scandaloso. La prima partita tra i “grandi”, invece, è stata l’anno scorso, in Coppa Italia contro il Verona. Un’emozione unica, come per l’esordio in Serie A: un sogno divenuto realtà. Non ho una squadra del cuore, tifo per quella in cui gioco.” Infatti, alla domanda di un piccolo tifoso genoano che ha chiesto della Samp, il portiere rossoblu ha sussurrato un “Doria m...” leggero. “Da piccolo ho provato tutti gli sport”, continua Radu, “ma poi ero troppo pigro e mi sono affezionato alla porta. 

La partita che più mi è rimasta nel cuore è quella contro la Juventus.” Alla domanda di un altro bimbo riguardante i calci di rigore, Radu ha risposto: “In Romania ne avevo battuto uno, ma l’ho sbagliato e mi hanno rispedito in porta.” Poi, un altro giovane tifoso un po’ “distratto” ha chiesto come stesse andando la preparazione per la partita contro la Roma e il rumeno ha allora colto l’occasione per dare una risposta simpatica: “Vedrai che pareggiamo 1-1...”

Come detto in precedenza, anche l’attaccante Kouamè si è divertito misurandosi con i bambini e i temi trattati sono stati più o meno gli stessi del suo collega: “Da giovanissimo vedevo giocare i miei amici, poi io ho continuato: non mi sarei mai aspettato di debuttare in Serie A così presto, è stato emozionante, così come il primo gol. Mi piace giocare contro squadre forti, mi stimola e voglio diventare forte come loro. Genova è bella, ci sto bene, due anni fa stavo al freddo...(Cittadella). Anche io tifo per la squadra in cui gioco, ma ho sempre avuto una simpatia più accesa per il Real Madrid. Non ho amici doriani e non parlo il genovese, ma una parola la conosco... A scuola prendevo 6, nè troppo alto nè troppo basso, sufficiente.” Poi, un bambino gli chiede cosa farebbe se Messi venisse al Genoa e, anche qui, la risposta è stata ridicola: “mi siedo e lo guardo”.

Gregorio Spigno