Ogni maledetta Domenica

17.05.2019 20:15 di GianPiero Gallotti   Vedi letture

Domani andrà in scena una delle più difficili partite della storia recente del Grifone.

Contro il Cagliari sarà probabilmente l'ultimo appello, per i giocatori in maglia rossoblù, per concludere senza l'onta di una dolorosa retrocessione una stagione caratterizzata da una incredibile serie di errori commessi dalla società a tutti i livelli.

Per questo domani, chi scenderà sul terreno di gioco del Luigi Ferraris, dovrà farlo con la consapevolezza di dover soffrire e lottare per conquistare ogni maledetto centimetro di campo, ogni maledetto pallone.

E mi piace pensare che stasera qualcuno faccia vedere ai nostri giocatori il famoso monologo di Al Pacino nel film Ogni maledetta Domenica.

Perchè, come nel film, domani la partita vale ben più di tre punti.

Domani si scriverà infatti un'altra pagina della ultra centenaria storia del Grifone.

E starà ai protagonisti sul campo scegliere come vorranno essere ricordati dalla storia: se da guerrieri o da sconfitti.

Per chi non lo conoscesse vi propongo un estratto di questo famoso monologo:

 

"Non so cosa dirvi davvero. Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale. Tutto si decide oggi. Ora noi o risorgiamo come squadra o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l'altro, fino alla disfatta.
...
In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire.

E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.

Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?"

 

Forza ragazzi.

Non deludeteci.

 

Gip