Ponte Morandi, un mese fa...

14.09.2018 11:36 di Franco Avanzini articolo letto 194 volte

Quel giorno pioveva, quel giorno c'erano lampi e fulmini, quel giorno Genova è cambiata. La città ha subito una tragedia inenarrabile, di quelle difficilmente raccontabili in tempo di pace. Un ponte, Ponte Morandi, quello che ognuno di noi ha oltrepassato decine di volte nella vita è venuto giù, crollato. Si è disgregato come fosse stato costruito con i lego.

43 persone sono perite, 43 persone che stavano andando a lavorare oppure in gita, verso le vacanze o solamente verso un giorno un po' diverso dagli altri. 43 persone che guardavano al domani con ottimismo, che avevano comunque programmato qualcosa, sicuramente di bello, per il giorno stesso, nonostante il tempo e la pioggia.

Una tragedia, una catastrofe. Alle ore 11.36 Genova è cambiata, mutata nell'aspetto e anche la circolazione ha subito una drastica variazione. Via Walter Fillak, il nodo di congiungimento tra Rivarolo e Sampierdarena e quindi anche verso il centro città, da quel giorno è stata chiusa. Non più transitabile. La Valpolcevera si è così ritrovata staccata dalla città, quasi come un arto che non ha più il congiungimento con il proprio corpo. Un minuto da commemorare in silenzio, un minuto di sosta ma poi, passati i 60 secondi, nuovamente all'opera, celermente, perché quel ponte e soprattutto gli sfollati che abitavano le case sottostanti, non possono aspettare. Deve esser ricostruito possibilmente con il mantenimento delle case sottostanti di via Porro. Ma non si può e non si deve andare alle calende greche..