Un'altra settimana senza rinforzi e la concorrenza si sta svegliando

20.01.2020 10:45 di Pierluigi Gambino   Vedi letture

E un'altra settimana è passata senza il becco di un rinforzo. Il Genoa ansima si allontana ulteriormente dalla zona salvezza e intanto i giorni trascorrono senza che all'orizzonte si scorga la sagoma dei tre rinforzi – diconsi tre, uno per reparto – ancora necessari per conferire alla rosa rossoblù una fisionomia accettabile. Nicola dispensa tranquillità, nella convinzione che i giochi importanti, sul mercato di riparazione, si compiano verso il gong. Il diesse Matroccu, dal canto suo, dichiara papale e fiero che la società si è mossa per tempo. Passi per l'ingaggio di Perin, pur sempre preferibile a Radu, ma siamo freschi se consideriamo due colpacci gli arrivi di Behrami e Destro. Il primo è talmente avanti con la preparazione atletica che Nicola non lo sta prendendo in considerazione neppure come cambio a ara in corso. Sul centravanti, lo stesso trainer era stato chiarissimo: “Ha bisogno di un mesetto di lavoro per rimettersi in carreggiata”. Se questo è il potenziamento agognato per ua squadra già piombata nel baratro...

Così succede che una Roma con un numero di assenti prossimo a quello dei disponibili maramaldeggi a Marassi pur denunciando più di un limite. Il Grifo si macchia del peccato originale di concedere ai rivali mezza gara, la prima, nella quale i giallorossi rischiano solo una volta (che errore, Ghiglione...) pria di capitolare a tempo scaduto causa una clamorosa dormita generale, sfruttata dai soli genoani pin ossesso di classe cristallina: la base di lancio Schone e il giustiziere Pandev.

Peccato che la Lupa avesse già colpito due volte, sfruttando nel primo episodio la morbidissima opposizione di Barreca su Under e il lieve ritardo di Perin nel tuffo e nel secondo una maldestra deviazione di Biraschi.

Nella ripresa, il Grifo cambia marcia, cinge d'assedio i giallo-rossi, si guadagna l'assordante incitamento di un pubblico encomiabile, ma sul più bello, quando lo stramerito pareggio appare ad un passo, ecco il patatrac con doppia firma di Perin e Romero, in teoria i migliori buoi della stalla difensiva. L'argentino l'aveva già combinata grossa a Verona: segno che le sue enormi potenzialità sono ancora frenate da una dose letale di ingenuità e insicurezza.

Nicola, in sala stampa, è stato ammirevole nel difendere la squadra, svicolando amabilmente dalla disamina delle singole prestazioni, ma se il Genoa becca ogni partita dai due ai tre gol, regalandone letteralmente ben più della metà, come si può pensare d risalire la china? Servirebbe, a mo' di compensazione, un attacco a mitraglia, ma anche qui il bilancio è deficitario, per non parlare di un centrocampo che patisce sia una patente mancanza di fisicità sia la modesta qualità degli esterni, quali che siano i prescelti da Nicola.

A quale gavitello aggrapparsi? Alle recita dignitosa di Goldaniga, capace anche di sfiorare la segnatura (un buon rincalzo per il prosieguo di stagione), alla regìa quasi sempre illuminata di Schone, alla feroce grinta di Biraschi (più sfortunato che reo sul 2-0 ospite), alla fisicità mostrata nel finale da un Favilli che a nostro parere sarebbe dovuto entrare in campo ben prima.

Cosi come a Verona, la sconfitta poteva anche essere preventivata, ma la Roma vista all'opera ieri è parsa tutt'altro che irresistibile, e aver sciupato l'opportunità di fermarla almeno sul pari è un'ulteriore conferma delle carenze di una squadra completata ogni week-end da giocatori inadeguati alla categoria (nessun nome, tanto i giudizi su certi elementi ben individuati sono unanimi) o (vedi Sturaro) ancora lontanissimi da una condizione passabile.

Il pari inopinato del Lecce contro la Beneamata e quello del Brescia col Cagliari rappresentano la sorpresa di giornata più amara poiché hanno smantellato il puntello più forte delle speranze genoane: l'assoluta mansuetudine delle concorrenti al quart'ultimo posto. Vero, prima di frugare in casa d'altri occorre guardare in casa nostra, ma senza un adeguato potenziamento negli ultimi giorni di mercato, sarà impossibile respingere nerissimi presagi.

                                       PIERLUIGI GAMBINO