Un altro guaio prima del riposo ma il Genoa Prandelliamo è vivo

27.12.2018 12:36 di Franco Avanzini articolo letto 639 volte

Il recupero del primo tempo è una botola che sistematicamente inghiotte il Genoa rovinandone i piani. Se ti succede spesso di beccare gol in quegli attimi che precedono l'intervallo, significa che mancano concentrazione e maturità. Anche a Cagliari una distrazione fatale ha macchiato una prestazione complessivamente accettabile e frenato il processo di crescita avviato da mister Prandelli.

Il Grifone ha pagato, nella circostanza l'ingenuità di un Pereira che si sta sempre più rivelando l'anello debole della catena difensiva genoana. Già nei minuti precedenti i pericoli per Radu erano giunti quasi esclusivamente dal settore destro, dove il giovane portoghese si muoveva spesso in ritardo sugli avversari. E siccome Romulo, l'altro interprete dl ruolo, stavolta non impiegato, si è sovente distinto in maniera negativa, si può ben scrivere che in quella posizione del campo la squadra necessita di rinforzi. Ergo, ben venga l'esterno mancino, così da rispostare sul versante prediletto Lazovic.

Quella di Cagliari è stata comunque una partita strana, godibile dal primo al 93', nella quale non si è registrato un netto predominio di una squadra. Il Genoa poteva passare in vantaggio, ma ha fallito le opportunità costruite, e anche beccare il raddoppio, scongiurato da un montante amico su conclusione di Barella. A giudicare da mole di gioco e anche da qualità delle trame, il pari non avrebbe offeso la logica, ma per scamparla occorre anche buttarla dentro, e a Prandelli non è bastato, nella ripresa, costruire un undici a trazione ampiamente offensiva, con Kouamé e Favilli immessi a gara in corso, per trovare la via della segnatura. In terra sarda Piatek è stato ammirevole per generosità e presenza in campo, ma ha mostrato contingenti difetti di mira che non gli si attagliano.

Ci sta di perdere un match del genere, che ha acceso rimpianti assortiti e impedito un autentico salto anche in classifica. I rossoblù di Liguria hanno tenuto egregiamente il campo, rispondendo colpo su colpo ad una formazione non irresistibile ma neppure mansueta e arrendevole. Siccome il commento non può trarre spunto solo dal risultato finale, è giusto parlare di luci superiori alle ombre. D'altronde, il Genoa iniziale presentava ben sei under 25, diventati sette ad inizio ripresa con l'uscita di Sandro a pro di Kouamé: un'apertura verso il futuro che va accompagnata da convinti consensi pur in presenza di qualche prestazione singola non scevra da errori. La speranza è che Pereira capisca certe lezioni, al pari di Romero, che si è beccato una sacrosanta ammonizione dopo neppure un minuto di partita per un'imperdonabile entrataccia a centrocampo.

Il cantiere prandelliano è in pieno fervore di attività, anche se qualche mattoncino qualificante è da attendersi assolutamente sul mercato di gennaio. Oltre all'esterno, occorre tassativamente un centrocampista di qualità, che sappia servire adeguatamnte le punte e far rifiatare Bessa, non più l'oggetto misterioso di due mesi fa, ma neppure l'elemento decisivo, specialmente quando occorre risalire la china e le difese avversarie si chiudono Nell'attesa del 2019, il bresciano trovi a tempo di record le giuste contrarie ad una Fiorentina che, se non altro, non potrà spuntarla in fatto di esperienza.

PIERLUIGI GAMBINO