Auguri mister, lei ci ha regalato tre punti, noi la nostra stima e affetto

 di Carlo Dellacasa articolo letto 2206 volte

Il Genoa ha vinto! Grazie Ballardini. Ma oggi non avrebbe dovuto ricevere lei un nostro regalo? Sì lo so, alla fine lei direbbe comunque che il regalo lo hanno fatto i giocatori, che le loro qualità hanno portato a questa vittoria, che si sono fatti trovare pronti... Certo, ma è inutile che lei faccia il timido, il modesto, che si nasconda sempre per lasciare spazio ai suoi ragazzi. Oggi, più che mai, questa vittoria mette in evidenza il perpetuo lavoro che da quando lei è tornato al Genoa, sta facendo.

In alcuni casi è stata la carota, in altri (ma non vogliamo saperlo) il bastone, in altri casi la goccia che cade cade cade e trasforma una pianura nel Grand Canyon. 

Oggi ha dimostrato come il mestiere di allenatore sia uno dei mestieri più belli e brutti allo stesso tempo. Al brutto in questo giorno di festa non vogliamo pensare (ma quante cadute ci sono state nella sua carriera anche quando non lo meritava?) ma vogliamo pensare a quanto sia bello e unico poter guidare undici (quattordici) giocatori in campo e tanti altri giornalmente durante gli allenamenti. Questi ragazzi, perché di ragazzi parliamo, hanno paure, voglie, aspirazioni, desideri, cadute, risalite. Alle volte hanno bisogno di un padre “sportivo” che li possa realizzare e per il quale dare il massimo.

Lei oggi ha raccolto tutto questo.

Penso, nella mia ignoranza, che i ragazzi del Genoa avessero bisogno proprio di lei per poter dare quello che avevano dentro. Nulla voglio togliere a Juric (me lo consenta) perché per loro era un fratello maggiore. Ma forse questo non era quello di cui avevano bisogno. Gli allenatori ormai sono preparati tatticamente, studiano, sperimentano, controllano tabelle, raramente si improvvisano. Però quello che i libri insegnano non vale quanto l’empatia che solo alcuni riescono a instaurare con i propri ragazzi.

Oggi ho visto un Grifone in difficoltà in certe situazioni, ma unito. Ho visto Lapadula giocare con un naso in condizioni paurose (e lei dire: “ho avuto paura per lui” che è la frase più bella e spontanea che potesse dire), ho visto Galabinov battersi invece che pensare alle valigie pronte, ho capito come osservi ogni momento i suoi e ritagli a Lazovic un ruolo inedito nel quale si senta più a suo agio. Ho visto Perin fare un miracolo su Matri che lo avesse fatto Donnarumma... beh lasciamo perdere.

Ho visto i suoi ragazzi davvero uniti. Ho capito quanto lei sia dentro a questo Genoa e a questa città (che bello il suo giro nei vicoli e grazie al Secolo XIX per questo bellissimo spaccato della sua vita).

E allora che dire, proprio oggi, nel giorno del suo compleanno?

Auguri mister, uomo deciso, meticoloso, simpatico, schietto. Il regalo della vittoria di oggi noi genoani ce lo teniamo ben stretto ma l’abbraccio che le vorremmo dare vale davvero molto di più, mi creda!