Cessione Genoa: Un bel tacer non fu mai scritto

 di Carlo Dellacasa articolo letto 4020 volte

Passano i giorni e le voci che si rincorrono sembrano essere sempre più frenetiche. Accelerazioni, brusche frenate, sterzate improvvise. La clausola di riservatezza che teneva banco solo una settimana fa è andata a farsi benedire con buona pace di chi sta lavorando al futuro del Genoa. La voglia di scoop, la grande vetrina del calcio, lo specchietto per le allodole di un nome: sono solo alcuni dei pretesti per parlare di Genoa che sembra diano ragione a tutti. Già, la ragione! Meglio arrogarsela o usarla? Due sfumature non banali di una corsa verso un cambiamento ai vertici societari che nessuno veramente conosce.

Tutta questa caciara intorno al Grifone non dipana assolutamente i nodi su debiti, crediti, quote, ruoli, firme finali. Forse meglio tacere, pazientare e dedicarsi solo a Juric e ai suoi ragazzi. E sapete perché? Perchè intanto, a prescindere da chi siederà dietro la poltrona di presidente, il Genoa è e resterà un patrimonio per Genova e per l’Italia. Il football - ora soccer - è nato nel bel paese grazie a Spensley & Co., simboli di quel romanticismo e pionierismo calcistico così lontano ma sempre così vivo nella tradizione Rossoblù. Quanto possa valere realmente il Grifone è impossibile definirlo. Un esempio? La comunity del Grifone è già viva e radicata, magari proprio in quei bar dove si incontrano un po’ tutti davanti a un pezzo di focaccia per sbracciarsi a ricordare l’immancabile rigore sbagliato, la rimonta più entusiasmante del mondo (Genoa Roma 4-3), la tripletta di Milito, Dante Lopez sotto la Nord, la sassata di Branco, il pianto di Signorini… e con il Capitano tutti quelli che adesso sono nel terzo anello. 

Il Genoano vive la sua mitologia nel tempio (più che uno stadio) nel quale Leonida e i suoi possono provare a riscattarsi contro Serse ogni domenica, dando il massimo, al di là del risultato, ma con l’obbligo morale di dare tutto per la maglia.

Questo è il valore reale dell’azienda Genoa, non solo strutture, campi, calciatori. Si può misurare? Ha un prezzo? Il termine tecnico è “avviamento”, per il Genoano si sintetizza nel privilegio (onere e onore compresi) di far parte della famiglia rossoblù. In campo come in gradinata o dietro una scrivania. Augurandosi che il futuro sia roseo, con chi ci sarà. L'unica certezza è che i Genoani ci saranno, a prescindere dagli eventi. Perché il Genoa non si compra e non si vende, il Genoa si vive!