Genoa, mister Thiago Motta e il collettivo; il ritorno al Signorini e il 2-7-2

L'avventura di Thiago Motta è iniziata. Il tecnico italo-brasiliano è stato presentato al Centro Sportivo Signorini; ecco alcune considerazioni
24.10.2019 10:00 di Franco Avanzini   Vedi letture

E così l'era Thiago Motta è cominciata. Tecnicamente l'altro ieri, ufficialmente con la presentazione di ieri. Sensazioni positive ha dato ai presenti un allenatore che sa di doversi costruire giorno dopo giorno, ma la pacatezza con cui ha risposto alle domande che gli sono state poste hanno colpito un po' tutti. Senza squilli di tromba, senza grandi proclami, Thiago Motta ha spiegato che solo grazie all'aiuto di tutti il Genoa potrà raggiungere il proprio obbiettivo. Quello che ha messo in chiaro è che per l'allenatore sarà molto più importante il collettivo piuttosto che il singolo giocatore. 

"Un bravo giocatore raggiunge i propri obbiettivi solamente se aiutato dai compagni" In sintesi questo il suo pensiero e certamente il collettivo sarà importante per potersi togliere dalle secche di una classifica in cui il Grifone è crollato in queste ultime settimane. 

Mister Thiago Motta e il ritorno al Signorini. Ecco un altro punto cruciale. Il suo ritorno a Genova e al Signorini lo hanno emozionato, una emozione vera, non di quelle costruite. Un punto in più per lui che, dopo i giovani dell'Under 19 del Paris Saint Germain, inizia questa prima nuova avventura nel calcio "dei grandi". E qui l'aria di casa potrà fargli bene. Da giocatore il Genoa lo ha aiutato a ritornare il vero Thiago Motta; da tecnico invece sarà lui a dover risollevare il Genoa. Un dare e avere che alla fine potrà servire ad entrambi: per il tecnico a crescere e per i liguri a mantenere la categoria.

Thiago Motta, Criscito. Pandev. Compagni in quella strepitosa stagione nella quale il Genoa raggiunse il quarto posto, ad un passo dalla Champions League, persa solamente a causa dello scontro diretto sfavorevole con la Fiorentina. L'allenatore del Grifone punta tanto sul capitano, l'esperienza di Criscito potrà servire un po' a tutti, ma non solo Criscito. Pure Pandev ha giocato con Thiago Motta nell'Inter e pure il macedone sarà un punto focale per questa squadra. La sua esperienza dentro e fuori del campo servirà eccome.

Thiago Motta e la magia del 2-7-2. Ma si, dai; in fondo il calcio è bello perché è vario. Sempre in undici si gioca; ma Thiago Motta vede il campo diviso in verticale e non in orizzontale. Due esterni da una parte e due dall'altra e sette elementi in mezzo, compreso il portiere che sarà quello che dovrà far partire l'azione. Ma i numeri alla fine contano poco. Alla fine sarà importante quello che la squadra saprà fare sul campo. Ed è infatti lui stesso, durante la conferenza stampa di oggi, a spiegare che quando ha parlato di 2 7 2 è stato solo per togliere importanza ai numeri, perchè la cosa davvero importante è quella di saper ragionare da collettivo.