La grande umiltà e schiettezza di Juric per guardare al futuro con un sorriso

 di Carlo Dellacasa articolo letto 3520 volte

La grande capacità di Juric sta nella sua schiettezza. Parole semplici, dirette, precise e facilmente comprensibili. Come quelle di oggi in sala stampa al Ferraris. Juric è nel cuore e nella testa ancora un giocatore e come tale non manca mai di difendere e capire i "suoi compagni" che, fortunati loro, scendono in campo.

Parole quelle rivolte ad Edenilson oggi di grande umiltà e riconoscenza: "Mi spiace chiedere e mettere in difficoltà Ede in una posizione in campo che non è sua. Può fare degli errori e questo mi dispiace perché magari perde in autostima..." Invece proprio queste parole rivolte al suo ragazzo dimostrano quanto sia grande la stima da parte del tecnico verso di lui che sa sacrificarsi in una posizione non sua.

Questo è il fondamento sul quale Juric basa il suo rapporto con tutti. Uomo dell'Est che non è freddo ma ha un cuore grande. 
Come con Cofie che oggi ha sbagliato oltre l'umana decenza soprattutto nel primo tempo ma che in un intervento si è riuscito a prendere un plateale applauso da Ivan. Cofie in campo fino alla fine dell'incontro e finale nettamente in crescendo rispetto all'inizio della partita. Non saranno miracoli, ma questa fiducia aiuta i giocatori a non mollare, sentendosi sostenuti.

Altro argomento toccato in sala stampa riguarda poi i "mal di pancia" possibili di Juric in questo periodo. La risposta chiara e diretta è emblematica di come qui Juric abbia deciso di investire per la sua carriera professionale: "Nessun mal di pancia, qui vorrei si capisse che lavoriamo tutti insieme per il bene del Genoa, non c'è dirigenza, tecnico, giocatori. Qui siamo tutti insieme per dare il meglio. E spero il prossimo anno di essere io ad allenare il Genoa, di vedere questi ragazzi crescere e integrarsi con nuovi forti giocatori." Beato ottimismo, bellissime parole, soprattutto dopo una sconfitta.

Juric sta crescendo come tecnico e ha portato al Genoa una grande ventata di umiltà e realismo. Il 2017 speriamo possa essere il trampolino giusto per sognare. Questo chiedono i tifosi e Juric potrebbe essere l'uomo giusto. Anzi, secondo me, lui ne è convinto.