The Day After, ancora un mezzo passo falso

04.03.2019 08:50 di Franco Avanzini   Vedi letture

Dopo il successo sulla Lazio si pensava che il Genoa potesse fare bottino pieno anche contro Chievo e Frosinone. L'idea era semplice: se si è superato una pretendente alla zona Europa come non si potrebbero superare l'ultima e la penultima della classifica? E forse questa idea è pervasa un po' tra tutti, dai giocatori ai tifosi che già guardavano la parte sinistra della classifica. Ma le belle storie, soprattutto quando di mezzo c'è il Genoa, vanno spesso in modo ben diverso. Così tra veneti e laziali i punti conquistati sono stati solamente due. 

Il brodino col Chievo, unito alla pessima prestazione al Bentegodi, è stata replicata contro il Frosinone con la variante di una gara disputata leggermente meglio, ma neppure troppo. Tanti i problemi messi in mostra contro una formazione che, dopo venti minuti circa della prima frazione di gara, è rimasta in dieci per il rosso subito da Cassata, sconsiderato nell'intervento su Biraschi, per di più a metà campo, in zona assolutamente ininfluente e neppure rischiosa. 

Il Genoa ha certamente schiacciato gli avversari nella loro metà campo, rischiando nulla nonostante i grandi spazi lasciati a Ciano e Pinamenti prima e quindi pure a Ciofani mai utilizzati dagli stessi. Il pullman messo in pratica dai frusinati davanti alla porta di Sportiello è parso un muro invalicabile anche perché nessun giocatore del Genoa sapeva come saltare l'avversario diretto. In mezzo al campo infatti Lerager, Radovanovic e Bessa parevano più compassati del re e, soprattutto i primi due, atti più ai passaggi in orizzontale che alle verticalizzazioni.

Se poi in attacco la coppia Kouamé-Sanabria girava a vuoto, ecco che le conclusioni nello specchio di porta era esattamente pari zero. A proposito dei due giocatori offensivi: il primo è apparso involuto, nessun colpo di testa vinto e troppi palloni persi anche in maniera clamorosa con stop non propriamente da Serie A. Il secondo invece ha spesso girato a vuoto anche perché servito male e soprattutto lo si è visto talvolta a centrocampo, in posizione assolutamente inutile per la logica del calcio. 

Sei risultati utili consecutivi alla fine sono solo un dato positivo in un periodo in cui l'attacco non segna ma per fortuna la difesa regge (ma sempre contro le ultime due della classe, non va mai dimenticato); si registrano poi le 400 in A di Pandev che sicuramente mette sul podio un giocatore che ha sempre mostrato grande umiltà e la capacità di adattarsi ad ogni occorrenza. 

Sabato prossimo Genoa a Parma. All'andata gli emiliani vinsero al Ferraris e quella sconfitta costò la panchina a mister Ballardini. Fu una gara strana, segnò Piatek come al solito poi i ducali fecero propria la sfida nonostante le numerosissime assenze.