The Day After: esibizione tatticamente importante

16.10.2017 08:52 di Franco Avanzini articolo letto 445 volte

Non bisogna certo esultare più del dovuto per il successo di Cagliari anche perché il primo tempo soprattutto a messo in mostra una differenza tra le due squadre davvero importante. Tanto che la domanda sorgeva spontanea: merito del Genoa o demerito dei sardi? La verità probabilmente sta sempre nel mezzo.

Il Grifone ha disputato una gara gagliarda con una prima parte di assoluto valore mentre dall'altra parte i sardi hanno fatto di tutto per "farsi fischiare" dai propri tifosi. Essere felici è dunque importante dopo la gara al Sardegna Arena ma tenere i piedi ben piantati per terra è importante. Un successo non fa primavera ma certamente aiuta a viver meglio...

Se vogliamo cercare il pelo nell'uovo un paio di cose da dire ci sarebbero. Intanto la sofferenza dopo il gol di Pavoletti che di fatto ha riaperto la gara. I liguri hanno subito il contraccolpo attendendo qualche minuto di troppo per cercare subito di rialzare la testa. E poi i tanti gol mancati che avrebbero potuto chiudere la questione Cagliari già nel primo tempo.

Galabinov ha avuto altre occasioni per segnare altre reti ma non è risultato cinico sotto porta. Ecco al Grifone è mancato il cinismo che sarebbe servito per mandare k.o. il Cagliari già dopo soli 45 minuti di sfida. Juric lo aveva chiesto in conferenza stampa sabato scorso: in parte è stato ascoltato ma è chiaro che qualche rete in più il bulgaro e i suoi compagni potevano segnarla.

Tra le note positive certamente c'è Taarabt che ha dimostrato di esser giocatore dalla grande classe e probabilmente di livello superiore a molti dei suoi compagni. Il franco marocchino ha intrapreso la strada giusta, a questo punto smarrirla sarebbe deleterio. Toccherà a lui proseguire così e magari metterla dentro in altre circostanze, magari già contro i suoi ex compagni del Milan domenica prossima.

Un'ultima cosa: il modulo. Il cambiamento ha dimostrato come mettendo gli uomini giusti al posto giusto nella maniera migliore porti assolutamente a risultati positivi. Al tecnico Juric i numeri non piacciono troppo ma quello visto a Cagliari pareva proprio un 3-5-2 o, se vogliamo esser ancora più precisi, un 3-4-1-2 con Rigoni alle spalle del duo Taarabt-Galabinov. Ma ripetiamo, sono solo numeri e l'unica cosa che conta alla fine è l'obiettivo centrato, ovvero il risultato pieno.