The Day After: l'agonia prosegue

 di Franco Avanzini articolo letto 519 volte

La solita solfa a fine gara "Abbiamo giocato bene, sono soddisfatto dei ragazzi; siamo stati sfortunati". Più o meno ad ogni sconfitta seguono dichiarazioni del genere da parte di tutto l'ambiente rossoblu, Juric in testa. Il problema è che, potrai anche aver giocato bene, ma alla fine i punti incamerati sono zero.

Terza sconfitta casalinga (mai così male da una vita ad inizio torneo tra le mura amiche); zero successi complessivi dopo sette gare e, a parte la partita con il Sassuolo, difesa sempre perforata almeno una volta. Cosa succede? Capita semplicemente che questa squadra non abbia né capo né coda.

Certo, le assenze pesano: Izzo in difesa sicuramente regala maggior sicurezza; Omeonga in mezzo al campo ha dimostrato di saperci stare alla grande; Lapadula e Taarabt davanti possono aiutare il Genoa a risollevarsi ma attenzione a non pensare che tutti imali vengano eliminati d'incanto solamente con gli innesti dei sopra citati giocatori.

La sosta potrebbe servire per due motivi: trovare una quadratura adeguata, magari con un nuovo mister oppure ricaricare le pila; cercare di lavorare più alacramente durante la settimana e mantenere più unito possibile il gruppo. Vederlo sfaldare sarebbe l'ennesimo colpo negativo per questo Genoa in questa stagione davvero, sinora, molto tribolata.