The Day After: la coperta è corta...

 di Franco Avanzini articolo letto 632 volte

Perdere contro la Roma ci sta. Magari in  questa stagione il Genoa aveva abituato bene i propri tifosi superando altre big (Juventus, Milan e Fiorentina) e bloccandone una quarta (il Napoli). Questa volta le cose non sono andate bene. Nessuna croce contro Izzo per l'autorete, ci mancherebbe. La sconfitta è figlia anche e soprattutto di una rosa che, soprattutto in mezzo al campo, appare ridossa all'osso. L'assenza di Miguel Veloso si fa sentire eccome. Le sue geometrie, il suo portar palla ma anche i suoi passaggi orizzontali e pure qualcuno in verticale mancano tanto a questa squadra.

Chi lo sta sostituendo fa il suo o almeno ci prova. Ma di certo non si può chiedere a Cofie di diventare un regista oppure a Edenilson di diventare un centrocampista centrale. Il rischio è proprio quello di snaturare il loro gioco portandoli a ricevere fischi e improperi da parte del pubblico rossoblu. Ecco che a questo punto la società dovrà muoversi sul mercato. In settimana, sembra, arriverà un centrocampista. L'augurio che ci facciamo è che sia già pronto, che non lo si debba "attendere" o che sia di quelli che da molto tempo non giocano.

Il girone di andata si è chiuso con 23 punti. Tanti? Pochi? A nostro giudizio sono probabilmente meno di quelli che i rossoblu si sarebbero meritati. Probabilmente il problema maggiore adesso sarà quello di crearsi degli obiettivi plausibili in un torneo dove le prime si stanno staccando e le ultime pure. In mezzo il limbo con tante squadre che non hanno più molto da chiedere a questa stagione se non che migliorare la propria posizione magari puntando all'ottavo posto che significherebbe saltare i turni preliminare nella prossima Tim Cup.  

A proposito di Coppa Italia: troppe volte il Genoa l'ha snobbata non si sa per quale ragione. In questa annata ci si potrebbe almeno provare. Certo il turno contro la Lazio non sarà semplice, quello successivo, sulla carta contro l'Inter, ancor meno. Ma almeno provarci non costa nulla, evitando magari di mandare in campo una formazione votata al "patibolo". Juric, rispetto al predecessore, sembrerebbe crederci maggiormente. Staremo a vedere.