The Day After: velocità bassa in campo, nessuna accelerazione

30.10.2017 08:55 di Franco Avanzini articolo letto 325 volte

Dobbiamo capire una cosa: per vincere nel gioco del calcio cosa occorre fare? Sembrerebbe segnare un gol più dell'avversario e non avere la maggior percentuale di possesso palla. Per segnare occorre tirare in porta e non far girare la palla orizzontalmente da una parte all'altra del campo. Tutto questo preambolo per dire che il Genoa ha tenuto palla, tanto, ma ha concluso davvero poco (una sola volta con Rigoni in maniera pericolosa e al 4' del primo tempo n.d.r.).

E la velocità di crociera dei vari giocatori vestiti di rossoblu era davvero bassa, quasi in campo ci fossero quei "giocatori della domenica" che calcano i campetti di periferia solamente per divertirsi, senza obiettivi reali. Così per la Spal era facile posizionarsi appena la sfera era in mano, pardon tra i piedi, della truppa di Juric e chiudere tutti gli spazi.

Ci viene quasi da pensare che al Genoa manchi la cattiveria giusta per lottare per la salvezza, quasi che la Serie A sia un atto dovuto. E invece non è così: il grifone dovrà lottare, sudare e soprattutto correre su qualunque campo. Giocando anche meno palloni ma facendolo in maniera più concreta. Le avversarie qualche risultato, qua e la, lo fanno. ieri è stato il turno del Crotone e dell'Udinese (oltre che della Spal ovviamente).

A questo punto, con il derby alla porta, i cattivi pensieri prendono il sopravvento: meglio sostituire Juric subito oppure aspettare di vedere come va la starcittadina tenendo presente che poi ci sarà la sosta per le Nazionali? A ognuno la propria risposta. Il tecnico croato ha visto un Genoa padrone del campo nel primo tempo: può aver ragione ma, ripetiamo, per vincere occorre tirare in porta e non solamente tenere palla.

Capitolo attaccanti: la situazione è davvero grama. Lapadula è inconsistente, probabilmente non è in forma; Galabinov non pare adatto per la categoria; Pellegri è chiaramente acerbo e non va gettato nella mischia solamente per sperare in un suo colpo, arebbe deleterio per lo stesso giocatore. Taarabt ieri non è stato barvo come nelle precedenti gare; auguriamoci che sia stata solo una giornata negativa e nulla più e che i voli mentali (Nazionale e giocare il prossimo anno la Champions League con un'altra formazione, come detto dal suo procuratore la scorsa settimana) si plachino.

Il franco marocchino non ha fatto nulla, solamente un paio di gare sopra le righe. Per raggiungere obiettivi più grandi deve proseguire, come ha fatto sinora, a lavorare tanto e impegnarsi in allenamento (come fa peraltro da questa estate); solamente a fine anno poi si tireranno le somme.