La sfortuna non esiste

25.09.2017 11:07 di Luca Canfora articolo letto 838 volte

Non è vero, non del tutto. Ma se c'è una cosa che ho imparato nella vita, e vi assicuro che sono poche, è che piagnucolare, inveire, recriminare, rimpiangere, ipotizzare, non è mai servito, non serve, e non servirà mai a niente.

Sì, ieri non siamo stati fortunati, questo è vero. Potevamo segnare prima noi, abbiamo avuto le nostre occasioni, e lo avremmo meritato per come abbiamo giocato. Ma non abbiamo segnato. Hanno segnato gli altri, all'87esimo, in mischia, succede. L'87esimo è uno dei minuti di gioco, è valido, è legale, è possibile. Capita.

E' altrettanto vero che l'arbitro abbia sbagliato valutazione sulla espulsione di Omeonga, che sfiora leggermente Eder, il quale fa il suo mestiere. Cade. Rivisto con la VAR (è stata abolita???) sarebbe risultato abbastanza chiaro. Peccato, pazienza. Secondo me l'arbitro fa un secondo errore, due minuti dopo, perchè l'entrata di Taarabt, il migliore del Genoa, anche se dal vivo ne convengo che sembri irruenta e pericolosa, rivista meglio è a gambe aperte, e non è così pericolosa. E diciamo che, visto che l'arbitro ci aveva lasciato in 10 solo due minuti prima, con un pochino di intelligenza ed indulgenza... poteva evitare. Se non fossimo stati noi... il Genoa... a parti invertite... probabilmente avrebbe evitato.

Ma capita, capita, anche questo.

Quindi sto smentendo il titolo di questo articolo? Assolutamente no. La sfortuna, e molto altro, sono cose che capitano. Certo, e capitano a molti. Ma esiste un solo modo, e lo posso dimostrare scientificamente, per invertire la rotta e riprendersi, se te lo meriti, quello che hai perduto.

Non serve piangere, non serve lamentarsi, non serve recriminare, e non serve rimpiangere. Gli uomini, se vogliono dimostrare di valere più di quello che hanno ottenuto, devono solo rimanere in silenzio, e lavorare. Lavorare più di prima, meglio di prima, come se nulla fosse accaduto. Questo è quello che fanno gli uomini. Punto.

A Reggio Emilia abbiamo preso un buon punto, la Juventus è troppo forte per noi, a Udine abbiamo sbagliato la partita, con la Lazio ci siamo suicidati da soli, con il Chievo ce la siamo fatta sotto, e ieri, solo ieri, solo ieri, siamo stati sfortunati. Mi sembra pochino per rivolgersi agli Dei e chiedere chissà cosa. Certo, lo so bene, che difficilmente l'Inter subirebbe 2 espulsioni in due minuti a fine partita, se non contro la Juventus, ma questo è il mondo, questa è la vita, e così vanno le cose, e non ci posso fare niente. Ho capito che se vuoi stare a galla devi imparare a nuotare meglio, a difenderti meglio, ad essere più forte, di tutto, di tutti. Fine.

Siamo noi i colpevoli delle nostre sconfitte, siamo noi gli artefici delle nostre vittorie, siamo noi che possiamo dimostrare a noi stessi quello che valiamo. Vale nella vita, vale nello sport, vale dal Big Bang fino alla fine del mondo. Basta con le stronzate, con Villa Piantelli, con la maledizione della Prima Luna, gli oroscopi, il Karma, il DNA, la sindrome di Paperino, basta con le stupidaggini.

Non esistono i perdenti, e non esistono i vincenti. Esistono solo vittorie e sconfitte, è la vita. Nessuno può vincere sempre, nessuno può perdere sempre. E soprattutto nessuno può vincere, o perdere, per sempre.

Esiste il lavoro, esiste il sacrificio, esiste la perseveranza, esiste il sudore, esiste il dolore, esiste l'organizzazione, esiste la serietà, esiste la volontà.

Se il Genoa giocherà sempre come ieri, potremo anche perderle tutte, retrocedere di 7 categorie in un colpo solo, e nessuno potrà dire nulla. Soffriremo, piangeremo, ma applaudiremo e poi ci rialzeremo, insieme. Se il Genoa giocherà come contro l'Udinese, o il Chievo, retrocederemo giustamente sul campo perchè chi non ha coraggio, chi non ha fame, chi non ha carattere, nella vita non arriva in nessun posto. E' un assioma dimostrabile matematicamente.

Coraggio! Sono state giocate 6 partite, 6 partite su 38. Non sono niente, è ancora tutto da decidere. Smettiamola con i piagnistei e lavoriamo, e sudiamo, e combattiamo, e giochiamo, e continuiamo sulla strada tracciata ieri. E' la strada giusta.

Sabato sera arriva il Bologna. C'è una nuova battaglia da combattere, un'altra partita da giocare, per dimostrare a noi stessi chi siamo.

Non c'entra la fortuna, la Luna, l'oroscopo, il meteo, l'arbitro.

E' una scelta, una nostra, unica, scelta.

Forza Vecchio Cuore Rossoblu.

   Luca Canfora