Non ci resta che Sarri... dere

22.09.2016 14:26 di Luca Canfora articolo letto 1738 volte

E dai Sarri.

E dai. Su. Capisco la trans agonistica, capisco che tu sia sotto pressione, capisco che sia la tua grande occasione. Ma non farci Sarri... dere, che perfino Troisi ti avrebbe fatta una "smorfia".

E' stata una bellissima partita, ed il pareggio è il risultato più giusto. E' normale che il Napoli abbia avuto un maggior possesso palla, ci mancherebbe. Siete il Napoli, state disputando la champions, lotterete per un posto champions, come minimo. Ma avete trovato un grande Genoa, un grande Genoa.

Un grande Genoa che non ha avuto 90 milioni da spendere, quelli di Higuain. Un grande Genoa, che senza Veloso, il regista, e senza Pavoletti, una punta della Nazionale, è stato alla vostra altezza. Un grande Genoa che ha giocato alla pari con il Napoli, a tratti schiacciandolo nella propria tre quarti. Un grande Genoa che, a partita praticamente finita, ha avuto la forza fisica e mentale di costruire nei 5 minuti finali le due palle gol più nitide, e solo la fortuna... tua... ti ha salvato. Bastava che il giovane Simeone colpisse la palla meno bene, sbucciandola leggermente come capita quasi sempre, ed avremmo commentato una grande vittoria del Genoa contro il grande Napoli.

Dicevi? I rigori? Guarda, sarò onesto, li ho rivisti entrambi. Lo stop di petto di Ocampos in area? Ma non scherziamo, dai. O il fallo di mano è eclatante, e strappa inequivocabilmente la palla di una quasi certa occasione da gol, o niente. Tra l'altro Ocampos stoppa con molta difficoltà una palla in caduta verticale, e lo fa con la parte interna della spalla destra, e poi la palla schizza sul bicipite sinistro per rimbalzo. E' una carambola rapidissima ed involontaria, nessun rigore.

E quello su Milik? Qui non mi viene nemmeno da Sarri... dere... me la sto proprio facendo nei boxer. Riguardatelo dal basso, Milik cade quando entrambi smettono di trattenersi. Milik credo sia un metro e novanta, di muscoli. Per piacere, riguardalo bene, e vedrai che ti fai una risata anche te.

Io invece vorrei parlare con te della gestione dei cartellini. Hai notato niente?

Dai, andiamo avanti.

Bravi tutti, bravi tutti, prestazione di grande spessore, di tutti, di tutti. Il voto è altissimo per tutti, quindi non voglio fare classifiche, ma voglio dire ad Ivan che questo Rigoni è fondamentale per il suo gioco, perché fa da cerniera tra centrocampo ed attacco, si inserisce in modo magistrale, corre per 3, ed ha una media di palloni giocati con successo veramente alta. Ma ho visto miglioramenti in Ocampos, Lazovic che cresce ancora, dandoci un'arma in più sulla fascia destra, Ntcham con grande personalità e qualità, ed un Simeone che, pur spaesato ed a vuoto per mezz'ora, riesce ad avere due occasioni nitide negli ultimi 5 minuti.

Non ho menzionato gli altri, perchè non ce n'è bisogno. E' un Genoa giovane, brioso, divertente, allegro, orgoglioso. Non sbagliamo mai le partite che contano, quelle dove c'è atmosfera, pathos, storia. Magari sbagliamo quelle dove tutto questo manca, alle 15, in stadi vuoti, senza storia, dove si respira la stessa atmosfera che c'è alla Fiumara alle 10.30 del martedì mattina. Ci sta, lo capisco, pazienza.

Non bisognerebbe giocare, alle 10.30, alla Fiumara, di martedì mattina. Il Genoa ha bisogno di un cielo diverso, ha una storia, ha un mondo dentro, che si mostra al mondo quando fuori trova il suo specchio.

Uno specchio alla sua altezza, in una dolce serata di settembre, sotto il cielo di Genova, in un Ferraris pervaso di magìa, contro un Napoli vestito della sua splendida storia, a cui augurare il campionato che merita ed i traguardi più ambiziosi, per la sua gente, per Pino Daniele, per Massimo Troisi, per Totò, Eduardo, per Diego Armando Maradona. Non certo per Sarri, o per i suoi giocatori, che sono e saranno sempre nostri avversari, come tutti gli altri.

Perchè la storia non si compra, e non si inventa. La storia si riflette negli occhi di chi la indossa, si respira nel vento di chi ha memoria, e si celebra di mercoledì sera, in una calda sera di settembre, con i colori di un passato glorioso, le voci di un presente sereno, i sogni di un futuro da scrivere.

Del Genoa, e del Napoli.

   Luca Canfora