Pensavo fosse amore... invece era un temporale

12.09.2016 14:34 di Luca Canfora articolo letto 1032 volte

Sia chiaro, i problemi seri della vita sono altri, e qui cerchiamo solo di passare il tempo in modo passionale, piacevole, con amore, ma sempre consapevoli di collocarci tra il Genoa e l'infinito. Quindi all'infinito.

:-)

Tuttavia, con la stessa leggerezza con cui cerco di pesare le cose importanti e quelle meno importanti, quando quelle importanti sono a posto mi piace filosofeggiare su quelle meno importanti come se lo fossero. Importanti. Altrimenti la vita che senso avrebbe?

Ieri è stata presa una decisione secondo me sbagliata. Pazienza eh, ci mancherebbe, come ho detto sopra. Ma è stata sbagliata, secondo me, e non solo questo.

A Roma si è ricominciato a giocare dopo le 17, ed io sono uscito dal Ferraris intorno alle 16.20. La pioggia si era fatta fine, ed il prato stava cominciando a drenare anche sulle fasce, come il Presidente della Sofisport fa notare in un video girato sul prato del Ferraris intorno alle 17. Pur battendo violentemente con le mani sul prato, non ci sono nemmeno schizzi d'acqua, ed il prato è perfettamente agibile.

Bastava aspettare, visto che già intorno alle 16.30 io notavo da vicino che il prato stava cominciando a drenare grazie anche al fatto che la pioggia si era fatta molto più fine.

Ma non è questo il solo punto su cui vorrei soffermarmi. Ce ne sono altri due, aspetti, che credo meritino un minimo di attenzione.

Il primo è quello delle allerte. Con tutto il rispetto, e continuando a pensare che siano preferibili allerte giornaliere inutili a qualsiasi altra grave conseguenza, mi sembra evidente che questo meccanismo sia scientificamente non attendibile. Non è colpa di nessuno, ci mancherebbe, è la natura, non è polemica. Ma sia sabato che domenica abbiamo assistito a due bombe d'acqua piovuteci in testa mentre ci stavamo ancora spalmando la protezione 30, con una velocità di arrivo, una furia ed una velocità di scomparsa da lasciare senza parole.

Ma nessuno aveva emesso alcuna allerta.

La settimana scorsa ci siamo invece fatti una allerta arancione direttamente in spiaggia. Insomma, mi ripeto, non intendo minimamente mettere in dubbio la serietà di chi fa questo importantissimo lavoro, e nemmeno il mio messaggio vuole scoraggiare l'uso di queste allerta. E' necessario continuare, anche a costo di sbagliarne 9 su 10, nella speranza che la decima serva a salvare qualcuno potenzialmente in pericolo, ma al momento la attendibilità scientifica di tutto questo è minima.

Secondo fatto, invece prettamente calcistico e sportivo. Nessuno, mi sembra, prende in minima considerazione i tifosi che vanno in trasferta per seguire la propria squadra. Ieri ci saranno stati un migliaio di tifosi della Fiorentina, che comunque hanno perso una intera giornata, le cui spese non verranno loro certo rimborsate, per seguire la loro squadra a Genova. Prima di rinviare la partita, per rispetto verso i genoani, ci mancherebbe, che però abitano mediamente in zona, a parte qualche eccezione, e per rispetto verso chi viene da molto lontano, bisognerebbe essere certi che sia proprio impossibile disputare la partita. Trattandosi tra l'altro dei primi giorni di settembre, di temporali estivi, e di temperature alte con giornate che consentono di avere la luce fin dopo le venti, vi erano tutte le condizioni necessarie per prendersi un pochino di tempo in più, come a Roma, e la partita si sarebbe svolta serenamente dopo le 17. Come a Roma.

Tanto più che gli impegni infrasettimanali della Fiorentina ci consentiranno di giocare questa partita fra almeno tre mesi, cosa assolutamente senza senso, per me, e penalizzante per entrambe le squadre, che avranno potenzialmente 3 punti in meno di tutte le altre per 3 mesi.

Forza Genoa.

   Luca Canfora