Quante certezze

21.11.2016 11:30 di Luca Canfora articolo letto 1414 volte

Eh già, qualche giorno fa eravamo belli, intelligenti, simpatici e bravissimi. Ma nella vita, si sa, tutto è così effimero, passeggero. Ed eccoci qui, brutti, stupidi, antipatici e scarsissimi.

Probabilmente retrocederemo già verso metà dicembre, e già da gennaio il Genoa disputerà il campionato di serie B, per non creare imbarazzo alla FIGC. Il Ferraris verrà invaso dalle cavallette, le 23 piaghe di Genova causeranno epidemie e pestilenze, solo a chi avrà in casa una sciarpa, una bandiera, un adesivo rossoblu. Juric verrà deportato a Montoggio, dove verrà torturato finchè non ammetterà di essere un allenatore inadeguato per la serie A italiana, ed accetterà di rescindere il contratto per andare ad allenare nella serie c armena. La squadra verrà venduta in blocco ad un noto imprenditore di Dinegro, per il torneo AICS, con l'obiettivo di salvarsi all'ultima giornata.

Il nuovo allenatore del Genoa verrà scelto su Facebook, vista la competenza ed i curricula degli iscritti ai vari gruppi. La rosa di scelta dovrebbe comprendere 3 campioni rionali di PS4, 1 fruttivendolo di Quezzi che ha dimostrato con il suo ultimo post di possedere chiare competenze specifiche, un ex campione del Torneo Internazionale di Via Perlasca, 2 funamboli del Ricreatorio di Pontedecimo, uno psicologo delle Capanne di Marcarolo distintosi per le sue teorie sul modulo 7-1-2 ed un softwarista dell'Elsag che ha implementato un algoritmo in Java per vincere matematicamente il campionato senza mai scendere in campo.

:-)

Certo, il calcio è bello perchè dà a tutti la possibilità di dire la propria, di "giocare", a fare l'allenatore, il calciatore, l'esperto. Ed in fondo è una delle cose belle del calcio, tutti possono sentirsi protagonisti, esperti, capaci. Io ho una strana teoria, invece. Che il Genoa sia in evidente involuzione, calo, difficoltà, è evidente. Anche a me. Ma le motivazioni, e le soluzioni, non avendo mai giocato in serie A, ed allenato in serie A, mi sono un pochino meno chiare.

A me. Sarò limitato.

Juric è stato un calciatore, di serie A. Lui. Credo, ma posso sbagliarmi, che possa addirittura saperne più di me, di come si alleni, e si giochi, in serie A. Eppure, vi giuro, possiedo una buona autostima. Ma io non ho mai giocato in serie A, e nemmeno ho allenato. E quando giudico, o discuto, di una cosa dove le mie credenziali non sono superiori a quelle di chi critico, cerco sempre di ricordarmelo. Sono strano, me ne rendo conto.

A volte, a caldo, secondo me, si potrebbe anche essere un pochino meno, meno... meno. Meno. Ed aspettare più... più... più... ecco... di più. Solo questo. E magari ripassare il proprio curriculum, così, solo per essere sicuri di cosa siamo, di chi siamo, di cosa abbiamo dimostrato nella nostra vita, che obiettivi abbiamo raggiunto.

Prima di snocciolare certezze.

Non lo so, oggi, dove possa arrivare il Genoa. Il momento è difficile, pur non avendo giocato così male. Siamo poco incisivi, pochi tiri, ma non è stato nemmeno ieri un Genoa così terribile. E' un momento così. Io parlo dei fatti: contro Pescara ed Empoli siamo stati penalizzati, ed abbiamo ancora una partita casalinga da recuperare. Eppure abbiamo battuto il Milan 3-0. Saremo brocchi, Juric sarà anche la brutta copia di Gasperini, ma io rimango fedele al mio modo di guardare il mondo.

Il campionato finisce a maggio, non credo nei miti e negli eroi, nè quando salgono, nè quando cadono. Credo nel lavoro, nella serietà, nella fiducia, e nel tempo.

Ed anche in Ivan Juric, perchè è una persona seria ed intelligente, ed in qualunque mestiere questa è la garanzia.

Ci risentiamo presto. Forza Genoa.

   Luca Canfora