L'avversario di turno, il Benevento: difesa fragile ma attacco che segna

20.04.2021 10:00 di Franco Avanzini   Vedi letture

Il Benevento arriva a Marassi dopo il 3 a 4 patito in casa della Lazio. Una sconfitta onorevole che ha portato alla luce un paio di situazioni, una positiva e l'altra negativa. La prima riguarda l'attacco e la voglia del tecnico Inzaghi di osare su qualsiasi campo. Il Genoa dovrà stare attento ad una formazione che non si da mai per vinta e che cerca sempre di andare a pungere a difesa avversaria. Non grandi nomi ma sicuramente un collettivo che può fare male. Ne sa qualcosa la Juventus, non propriamente l'ultima arrivata, che in casa ha subito una cocente sconfitta in un incontro che pareva destinato a chiudersi in un unico modo. Anche questo è certamente il bello del calcio. 

La seconda è proprio la difesa. Non imperforabile, non granitica e nemmeno impossibile da abbattere nonostante a guidarla ci sia un elemento esperto ed avvezzo alla battaglia come Kamil Glick. Ma un giocatore da solo non può reggere interamente un reparto e spesso arrivano gol anche su qualche "papera" di troppo da parte dei suoi interpreti. Contro i romani Depaoli e lo stesso numero uno Montipò. 

Di elementi da seguire ce ne sono. Uno è Nicolas Viola che sa trattare a meglio il pallone e può essere importante anche in fase realizzativa. Grande la sua prestazione contro i romani. C'è poi il fratello meno famoso di Lorenzo Insigne, si tratta di Roberto che non ha minimamente le stesse caratteristiche del più famoso giocatore del Napoli. Tra i papabili a vestire la maglia del Genoa ce ne sono stati un paio che però mai sono passati dalla Liguria, si tratta di Ionita ed Hetemaj, due vecchi mestieranti che in mezzo al campo fanno valere la loro forza fisica.

Due gi ex genoani presenti. Il più importante è certamente Gianluca Lapadula che in rossoblu non è riuscito ad esprimersi come ci si aspettava. Con la casacca del Grifone complessivamente 36 presenze e 7 reti tra il 2017 e il 2019; c'è pure Iago Falque che con la maglia più antica d'Italia ha vissuto soprattutto una stagione importante, quella 2014/2015, quando realizzò 13 reti in 32 gare un po' meno quando tornò nel 2020 nella quale scese in campo solo 13 volte segnando 2 marcature; quindi Riccardo Improta che è cresciuto nelle giovanili del Grifone senza però mai esordire in prima squadra.