Genoa, ad un terzo del torneo giocato ecco la situazione generale

17.11.2019 13:03 di Franco Avanzini   Vedi letture

Un terzo di campionato è trascorso tra alti (pochi) e bassi (tanti) da parte del Genoa. Già un cambio di allenatore è arrivato, da Aurelio Andreazzoli a Thiago Motta dopo la gara persa seccamente a Parma. Il solito Genoa, si direbbe, insomma. Evidente come le cose non stiano andando bene come sperato all'inizio del campionato e oprattutto dopo le gare pre campionato che avevano regalato ai liguri tanti successi contro avversarie anche di primo piano estere e un paio di incontri in Serie A con il pareggio di Roma all'esordio in casa dei giallo-rossi e il successo in scioltezza contro la Fiorentina al Ferraris. Poi la macchina si è inceppata e sono arrivate battute d'arresto e prestazioni certamente non positive (la prima probabilmente quella interna contro il Bologna nonostante il pareggio finale).

Cose positive, altre negative in attesa del ritorno in campo a Ferrara contro la Spal che potrebbe risultare davvero un punto di svolta per il Genoa in caso di risultato positivo. Giocatori in crescita e altri in attesa di spiccare finalmente il volo sbocciando in questa stagione. Vediamo la situazione attuale.

PORTIERI: Radu alterna grandi prestazioni a qualche sbadataggine di troppo. Un esempio? In un senso la super paratona di Napoli, nell'altro il gol subito in casa dal Milan con la sfera che è passata tra il suo corpo e il palo della porta. Ha ampi margini di miglioramento e sicuramente un futuro radioso. Di certo sono maggiori le cose positive rispetto a quelle negative. Marchetti e Jandrei non si sono mai visti, del primo è da ricordare la grande carica che offre alla squadra durante le partite e del secondo qualche amichevole con gol presi a causa di prese non propriamente eccellenti.

DIFENSORI: quello che lo scorso anno pareva il reparto più sicuro, in questa stagione è diventato, soprattutto nell'era Andreazzoli, un vero e proprio colabrodo. Tante, troppe le reti subite per una compagine che deve salvarsi. Non colpa ovviamente di chi opera in retroguardia ma un po' di tutta la squadra. Sui singoli Romero meglio da centrale che da esterno; Zapata che si ripropone tra qualche errore e cose buone; Ankersen (fose più centrocampista che difensore) costretto a giocare a sinistra ma, come a Napoli, spostato a destra ha dimostrato capacità e corsa; capitan Criscito sempre tra i migliori sino all'infortunio e la sua assenza si è fatta sentire eccome; dai radar è scomparso Biraschi dopo che, nella scorsa stagione, era un punto fermo della difesa mentre Goldaniga e El Yamiq sono apparsi in rare circostanze nell'undici di partenza

CENTROCAMPISTI: Ghiglione è la sorpresa più bella di questa squadra, corsa e cross sono il suo pane quotidiano, sulla fascia destra è spesso stato imprendibile; Schone l'attore più atteso ancora non ha offerto prestazioni altisonanti anche per una posizione in campo non propriamente sua, almeno nell'era Andreazzoli, meglio con Thiago Motta; Radovanovic ha tirato la caretta al'inizio della stagione, inamovibile per l'ex allenatore rossoblu, meno per l'attuale; Agudelo da dimenticato a protagonista, un sussulto all'ingresso in campo contro il Brescia in una sinfonia, la sua, che è migliorata di gara in gara, adesso indispensabile per questa squadra; Cassata e Pajac lavorano soprattutto in sordina ma sanno farsi trovare sempre pronti quando chiamati in causa; Lerager ha patito l'era Andreazzoli perdendo smalto e lucidità che sta cercando di ritrovare con Motta; poche presenze per un Saponara che avrebbe grandi mezzi tecnici ma anche un fisico che lo costringe a qualche stop di troppo; non troppo utilizzati neppure Barreca e soprattutto Jagiello mentre per Sturaro l'attesa sembra quasi finita e il suo rientro in campo appare sempre più vicino.

ATTACCANTI: il vero e unico centravanti che il Genoa ha in rosa è Favilli che però troppo spesso è ai box per guai fisici e ancora non ha fatto vedere la popolo genoano le proprie caratteristiche tecniche; Pinamonti è il futuro, indicato da tutti compreso lo stesso commissario tecnico Mancini, attaccante della Nazionale. Con il Genoa ha mostrato grande grinta e volontà, segnato un paio di gol molto interessanti e messo in mostra una capacità ancora non del tutto sviluppata ma sul punto di esplodere da un momento all'altro; Kouamé purtroppo ha chiuso la stagione a causa dell'infortunio subito in Coppa d'Africa Under 23, peccato perché stava disputando un buon ultimo periodo di torneo, la sua assenza si sentirà eccome; Pandev è l'esperienza e soprattutto un idolo per la tifoseria rossoblu, al suo ingresso in campo è sempre un'ovazione per lui, in campo mette la sua tecnica in aiuto dei compagni e con mister Thiago Motta sembra tornato essersi riappropriato di una seconda giovinezza; riabilitato dal neo tecnico è Gumus che probabilmente è uno dei pochi in rosa, se non l'unico, capace di saltare l'avversario diretto, di certo non un campione ma un buon comprimario; infine Sanabria che di certo non ha incantato la platea rossoblu.