The Day After, Andreazzoli sì, Andreazzoli no, quale la scelta giusta?

Un tecnico in bilico prima del match. un allenatore in bilico anche dopo ma contro il Milan un Genoa dai due volti, quale quello reale?
06.10.2019 09:00 di Franco Avanzini   Vedi letture

Aurelio Andreazzoli, si diceva prima della gara contro il Milan di ieri sera, sarebbe potuto saltare in caso di sconfitta. Lo si dava quasi per scontato. Il Genoa ha perso contro i lombardi ma a questo punto la domanda sorge spontanea dopo aver assistito ad un incontro dai due volti. E' giusto sostituirlo? Oppure bisogna continuare con l'ex mister dell'Empoli? Domanda plausibile anche perché la classifica piange e i cinque punti sono davvero pochini, il penultimo posto poi non regala certo pensieri positivi nella testa dei tifosi genoani. Tifosi, va detto, che alla fine dell'incontro hanno comunque applaudito i giocatori. 

Il partito dei sì, ovvero di quelli che vorrebbero allontanare il tecnico si basa sulla mancanza di continuità lungo l'arco della stessa partita. Bello per 45 minuti poi amnesie in serie e in dieci minuti tutto viene rovinato salvo non riuscire a recuperare neppure il pareggio. Il tecnico poi non sembra sia perfetto nelle sostituzioni, spesso fatte troppo tardi, quando oramai di tempo per recuperare ne rimane poco. A Roma contro la Lazio Schone va dentro a gara oramai compromessa mentre ieri sera Pandev entra oramai per giocare di fatto pochissimi minuti. E anche il cambio Favilli-Pinamonti sembra sempre più una bocciatura per il secondo che ultimamente non conclude una gara intera. 

Il partito dei no invece si basa proprio sul gioco espresso nel primo tempo. Se Genoa-Milan avesse avuto una logica il risultato al 45esimo sarebbe stato almeno di 2 se non 3 a 0 per i liguri. Supremazia espressa contro una squadra che ad un certo punto pareva non capirci nulla, sfilacciata quanto basta per rendere agevole ai genoani penetrare tra le maglie avversarie. Dici minuti di sbadataggine possono anche starci, Radu non perfetto sul primo gol, Biraschi che commette fallo da rigore; Genoa che resta in dieci ma veemenza finale che porta comunque ad un penalty a favore nel finale; insomma i sintomi di una squadra viva. 

La palla adesso passa al presidente Preziosi e alla dirigenza genoana. Se dopo Roma contro la Lazio la voglia di cambiare si era palesata in totot, dopo ieri sera le idee probabilmente sono leggermente diverse. Il primo tempo del Grifone è stato piacevole e di fatto i rossoblu hanno regalato solo dieci minuti nel secondo tempo, certo dieci minuti letali che hanno cambiato totalmente il corso della sfida.

A proposito dei gol subiti: sul primo tutti a protestare con il Milan che furbescamente batteva la punizione a proprio favore (da quest'anno lo si può fare senza attendere il fischio arbitrale, tutti lo sapevano tranne i genoani). E poi Radu che prende il gol sul proprio palo con la palla che gli passa a centimetri dal corpo senza neppure cercare di intervenire. Sul secondo grande capacità di dribbling da parte di Rafael Leao che ubriaca Biraschi portandolo a commettere fallo di mano. Ma il rosso è parso a tutti eccessivo, un giallo sarebbe bastato.

Si tornerà in campo tra quindici giorni dopo la sosta per le Nazionali e il Genoa, a Parma, dovrà rifare l'intera difesa: fuori per squalifica Biraschi e Romero (al pari di Saponara espulso dalla panchina) e pure Criscito infortunatosi seriamente dopo dieci minuti dal fischio d'avvio del match. Spazio quindi per Goldaniga ed El Yamiq con Zapata centrale? Alternative non se ne vedono a meno che non si decida di inserire Ankersen (più bravo nello spingere che nel difendere) oppure arretrare Ghiglione (ma lui stesso ha spiegato che in difesa proprio non ci si trova).