Esclusiva GN1893 - Odorizzi: "Rigoni, il mio prescelto"

03.11.2016 08:45 di Franco Avanzini articolo letto 488 volte

Caschetto biondo, sette polmoni, avanti e indietro per la fascia, centrocampista ma all'occorrenza pure difensore. Nel Genoa ha giocato tra il 1978 e il 1981 conquistando anche una promozione in Serie A dove però non ha mai giocato. Parliamo di Carlo Odorizzi da Tuenno. Anni che passano ma per l'ex genoano i ricordi sono ancora vivi nella sua memoria e il Genoa non è stato affatto dimenticato.

Certo che seguo il Genoa – attacca l'ex centrocampista rossoblu – Mi piace il modo in cui gioca e poi c'è un elemento delle mie parti che conosco. Si tratta di Fiamozzi. Lui è di Mezzocorona. Lo seguivo anche quando giocava nel Pescara e nel Varese. Tornando ai rossoblu dico che con Juric sta giocando un buon calcio”.

Un gioco peraltro cambiato rispetto ai tuoi tempi. “Altroché. Allora quando partivo veloce lungo la fascia non avevo nessuno che mi copriva le spalle. Adesso invece c'è sempre un compagno in aiuto. Certamente anche il ritmo è variato. Ora vanno più forte anche se non penso che siano più forti dei nostri tempi. Credo invece che noi tecnicamente eravamo meglio rispetto ai giovani di adesso. Oramai si gioca un calcio totale”.

Un Genoa che da dieci anni veleggia in Serie A, ai tuoi tempi era un po' diversa la situazione. “Assolutamente. La dimostrazione di come la dirigenza abbia lavorato bene sta proprio nei tanti anni di massima divisione per la squadra ligure”. Un Grifone che sta mantenendo le premesse anche in questa stagione. “Squadra che fa bene in campo. Piacevole da vedersi, ben preparata”.

Odorizzi quindi ci fa un nome tra quelli dell'attuale rosa che maggiormente l'hanno colpito. “Luca Rigoni è l'elemento che mi ha impressionato maggiormente. Fa le due fasi di gioco in maniera egregia”.

Quello che ha colpito l'ex cursore genoano però è: “Vedo i portieri uscire poco. Ai miei tempi lo facevano di più. Anche i difensori sono meno attenti e spesso vanno dritti sul pallone. Quando giocavo io era più difficile fare gol da dentro l'area di rigore. Ora in effetti è più semplice”.