A Sassuolo conferme di robustezza ma urgono rinforzi per le vittorie

07.01.2022 11:32 di Pierluigi Gambino   vedi letture

Il punto di Reggio Emilia non consente di respirare a pieni polmoni ma tiene a galla il Grifone. Vero che il vantaggio subitaneo firmato da un magico colpo di tacco di Destro, degno emulo di Roberto Bettega in un remoto Milan-Juve, aveva acceso l'illusione del primo successo esterno della stagione, ma alla vigilia anche il tifoso più ottimista avrebbe firmato con i gomiti il pareggio.

Non poteva bastare una metà gara iniziale pressochè perfetta in fase di copertura, ma se non altro quella Maginot così funzionale ha fatto capire a Sheva e ai dirigenti rossoblù che la squadra sa chiudersi a meraviglia, è organizzata e con l'innesto di Bani in mezzo il settore ha acquisito robustezza e fisicità. Tutti i difensori hanno retto alla grande, compresi il rientrante Vanheudsen, che quando non è acciaccato risulta sempre efficacissimo, e il nuovo acquisto Hefti, subito buttato in trincea non come puntello centrale ma come esterno destro in luogo del bocciato Ghiglione. Pure dagli altri settori indicazioni felici: persino da Hernani che mai era apparso così mobile, ma senza dimenticare il lavoro oscuro di Ekuban, inconcludente in zona gol epperò generosissimo.

Il sigillo di Destro è stato messo egregiamente in cassaforte, come dimostra il lavoro né intenso né particolarmente impegnativo che ha dovuto svolgere il portiere Sirigu. Indubbio che il Sassuolo non si sia presentato nella sua versione più splendente: parecchi erano infatti gli assenti (tra cui l'ex rimpianto Scamacca) e arcinote le difficoltà degli emiliani a sfondare muraglie robuste, come dimostrato dal balbettante curriculum casalingo. Ma campioni come Berardi e Raspadori, supportati dal centravanti Defrel e da compagni arretrati fortissimi nel palleggio e nel gioco stretto avrebbero potuto castigare la minima smagliatura.

L'evento, puntuale come un cambiale in scadenza, si è registrato durante la ripresa, che Shevchenko ha affrontato senza cambi in formazione. Un contropiede ficcante sventato in extremis da Sirigu non era che il prologo al fattaccio, non privo di jella da parte genoana, visto che l'intervento in scivolata di Vanheudsen, circondato da una salva dei compagni, ha finito per servire involontariamente l'unico rivale nei paraggi, il giustiziere Berardi.

Il pari, comunque, era da tempo maturo, un logico sbocco delle insistenze emiliane. Non è successo, però, come a Empoli, dove il Genoa, dopo il riposo, trascorse mezz'ora in apnea, ma la spinta del Sassuolo si è fatta via via più veemente. Conseguenza inevitabile di una stanchezza accumulata da Badelj e compagni in quel primo tempo di continue (e fruttuose) sollecitazioni difensive, Le maglie si sono allentate, le squadre allungate e non poteva che guadagnarci il team più dotato tecnicamente. Ma il pari subìto non ha sgonfiato i rossoblù, capaci di trovare le energie per controbattere, rendendosi anche pericolosi in un paio di circostanze. Sheva, un po' a sorpresa, sostituiva Hefti (forse a corto di benzina) con Fares e Destro con Pandev, per offrire nel finale una chance al redivivo Caicedo, subito entrato con la necessaria verve. Il destino dell'ex laziale (visto come il fumo degli occhi dai tre quarti della tifoseria) resta in bilico, ma dopo la diversione di Piatek verso Firenze, chissà che il suo recupero non rappresenti una soluzione più redditizia rispetto ad un rinforzo-scommessa.

Contava non perdere ma anche non scomparire dal campo alle prime difficoltà e giocarsela sino in fondo, allontanando quell'etichetta sgradevole ma non campata in aria di armata brancaleone: missione compiuta.

Sheva sta davvero spremendo ogni goccia dal limone genoano, che resta povero di succo e tale rimarrà sin quando non arriveranno un paio di centrocampisti in grado di garantire vigorìa atletica e pericolosità offensiva. La salvezza si conquista soprattutto beccando pochi gol, e questo primo risultato è già un dato di fatto, ma ogni sforzo rischierebbe di risultare vano se Destro non fosse affiancato da qualche altra bocca da fuoco. E' l'ora di aggiornare la casella dei successi, e il drammatico derby di domenica con lo Spezia rappresenta un'occasione non da non sprecare assolutamente, anche se dal primo turno del girone di ritorno si è capito che non saranno più gli aquilotti bensì i rossoblù sardi gli autentici rivali per la sopravvivenza.

                              PIERLUIGI GAMBINO