Anche con un uomo in più ha vinto la ragion di stato

04.04.2021 11:20 di Pierluigi Gambino   Vedi letture

L'intervento di Eysseric su Zappacosta in tempo di recupero era la réclame del rigore, ma figuriamoci se la coppia Maresca-Banti (uno arbitro centrale, l'altro al Var), tra i nostri giudici più modesti, scopriva dentro di sé una vena coraggiosa... Dopo tutto, la Fiorentina era in dieci (come se fosse colpa dei genoani se Ribery è entrato con la falce sulla caviglia di Zappacosta, mai come ieri cane da botte) e, chissà, il direttore di gara può aver patito il blasone degli ospiti e forse interpretato il clima in campo, tra due squadre cui, non solo alla vigilia, poteva andare magnificamente la conquista di un punto..

In effetti, sino al 7' della ripresa, il momento in cui l'ex fuoriclasse del Bayern ha lasciato la truppa di Iachini in inferiorità numerica, l'equilibrio nell'assoluta mediocrità regnava su una tenzone caratterizzata dall'impotenza di entrambe le nobili decadute. Con l'uomo in più, però, il Grifo avrebbe dovuto innestare un'altra marcia e provare con ogni forza a vincere e staccare decisamente i toscani in classifica. Invece ha prevalso la paura di perdere o magari l'intenzione di non far troppo male ad un'antagonista con il quale, negli anni scorsi, si sono condivisi inenarrabili patemi di fine campionato. In soldoni, ha trionfato la ragion di stato.

Massì, meglio due feriti che un morto, soprattutto alla luce delle sconfiitte di Cagliari e Spezia, e quest'andazzo si è manifestato anche prima del fattaccio di Ribery. Il Genoa, quasi senza accorgersene, si era trovato il vantaggio a capo della sola azione degna di nota, una trama da applausi cui avevano partecipato i due attaccanti e il centrocampista più insidioso, Zappacosta: il decimo sigillo stagionale ha fruttato a Destro l'automatica conferma per l'anno prossimo, ma viene da chiedersi dove fossero finiti i difensori viola, spettatori passivi di una combinazione così gradevole.

Poco più tardi, puntualissima, ecco la restituzione in area genoana: Masiello ha lasciato che Castrovilli, saltando senza disturbo, servisse di sponda Vlahovic, a sua volta vittorioso sullo scatto di fronte all'impalato Radovanovic. Pari e patta in un match che ha visto i due portieri spassarsela in tutta tranquillità, a meno che non si definisca un gran lavoro quel paio di uscite cui Dragowski, portiere ospite, ha dovuto compiere per arrestare i velleitari tentativi rossoblù.

Ballardini le ha provate tutte, compreso il varo nella formazione base dell'inedito duo Destro-Scamacca, con il laziale seconda punta a bettersi anche a centrocampo. Nel corso della ripresa, ecco il mister ravennate sciorinare tutto il suo arsenale – eccettuato Pandev, giunto stanco dagli impegni in Nazionale – senza registrare un minimo cambio di velocità, qualche incursione degna di nota, un lampo che potesse far sperare nel successo. Di solito, quando gli antagonisti sono in inferiorità numerica, si accelera il giro palla alla ricerca di qualche varco: così non è stato. Con lo sterile titic-titoc a ritmo dopolavoristico, non si costruiscono palle gol.

Comunque, la colomba e l'uovo di cioccolato non rimarranno sullo stomaco ai tifosi rossobllù che – senza il Covid a bloccarli sul salotto di casa – avrebbero salutato la prova dei loro beniamini con fischi assordanti. Conta solo che la salvezza sia ancor più vicina ed intanto il Grifo, in mancanza di altri allori, può fregiarsi senza rivali del titolo di squadra più cinica del campionato. Due tiri a Parma e due reti, un tiro con la Fiorentina ed una rete, secondo la media registrata nei precedenti match contro Bologna, Cagliari e Napoli. Finché va così...

                         PIERLUIGI GAMBINO