E' ancora un Genoa provvisorio, a Udine serve una gara difensiva

20.11.2020 16:01 di Pierluigi Gambino   Vedi letture

La sosta al campionato è agli archivi, ma non è servita granché a svuotare l'infermeria rossoblù, sempre ricchissima di ospiti. A mister Maran, vittima indiretta della pandemia, che nelle settimane precedenti aveva imperversato in seno alla rosa genoana, serviva qualche giorno in più di lavoro, ma tra le assenze per infortunio e quelle per gli impegni in Nazionale, il lavoro di assemblaggio non può aver fornito esiti clamorosi.

Il Grifone era e resta un cantiere aperto, col rischio di pagare alla prova del campo certi ritardi non dovuti assolutamente alle decisioni dell'allenatore, il quale, in vista della delicatissima sfida diretta di Udine, è costretto ancora a fare di necessità virtù.

Non c'è reparto che non risulti pesantemente condizionato dai forfait, ma è soprattutto il centrocampo a patire l'incompletezza, unita a certe di mercato alquanto discutibili. Se non altro, in Friuli dovrebbe rientrare l'attempato Behrami, tra i genoani maggiormente colpiti dal virus. Per una gara agonisticamente tirata, dove occorrerà pure una certa fisicità, lo svizzero può risultare determinante, con l'auspicio che sappia amministrarsi a dovere ed evitare a lungo il cartellino giallo.

Anche in difesa sarà un Genoa incerottato e obbligato al riscatto dopo i marchiani errori commessi contro la Roma. In mezzo, la coppia Bani-Goldaniga non si presenta come un punto debole, pur con qualche rimpianto per Zapata, ormai fuori dal tunnel della positività ma non ancora prontissimo al rientro. E' sulle fasce che affiora qualche preoccupazione: a destra Biraschi sta attraversando un periodo opaco, ma non ha sostituti, in attesa del titolare Zappacosta e a sinistra, data la defezione di capitan Criscito (comunque sottotono nelle partite disputate quest'anno), tocca al giovane Pellegrini, che per la sua propensione alla spinta e per i suoi limiti in fase di copertura sarà probabilmente costretto a snaturarsi.

Il solo raggio di luce proviene dalla prima linea, con un Pandev galvanizzato dall'impresa della sua Macedonia e reduce da qualche giorno di... normalità, ed uno Scamacca che in Nazionale si è confermato nella doppia veste di goleador e rifinitore. Data la defezione di Pjaca, per avvicendare a gara in corso il sempiterno Goran restano l'oggetto misterioso Shomurodov – reduce da infortunio e con scarsissima autonomia atletica – e un altro elemento indefinibile come Destro. Chiunque giochi, comunque, dovrà essere alimentato a dovere: compito che in primis spetta a Zajc, stavolta costretto a trovare spazio tra i “colossi” bianconeri.

Prevedibile il canovaccio del match. L'Udinese – ad onta di calciatori eccelsi come De Paul, Okaka e Lasagna – sta faticando enormemente a trasformare in gol l'ingente lavoro del centrocampo, in specie quando deve, come in questa occasione, prendere in mano il dominio del gioco. Sarà d'uopo per il Genoa una gara di attesa, con l'imperativo sommo di non concedere il contropiede, da sempre l'arma preferita degli avanti bianconeri. In teoria, proprio le ripartenze dovrebbero rappresentare per Badelj e C. la carta da calare sul tavolo verde di Udine, ma la totale mancanza in rosa di un attaccante e di un centrocampista dotato di progressione rende ardua anche questa strada tattica, in teoria la più praticabile da formazioni come quella genoana, che si giocheranno la salvezza sino all'ultimo turno.

                                  PIERLUIGI GAMBINO