Genoa, altro avversario in crisi, bisogna approfittarne

29.01.2026 16:59 di  Redazione Genoa News 1893   vedi letture

Dopo il Bologna sul cammino genoano capita un'altra squadra in crisi: quella Lazio che il patron Lotito gestisce con estrema parsimonia, attirandosi gli strali di tutto un popolo, pronto a disertare in massa l'Olimpico per questo stuzzicante anticipo. Il malcalpitato Sarri ha promesso ai tifosi di restare in sella sino a maggio, ostentando una pazienza che nessuno gli avrebbe attribuito: di fronte al “non mercato” del suo presidente, quanti allenatori al suo posto avrebbero alzato la voce?

In uno stadio in gran parte deserto, il Veccho Balordo cercherà di rinnovare quella tradizione favorevole che lo aveva accompagnato a lungo nell'era Preziosi. Se bastasse il raffronto sull'umore contingente, i rossoblù stravincerebbero la sfida: è ampio infatti il divario tra l'euforia del Grifone e la depressione dell'Aquila bianco-celeste.

Il campo, sia ben chiaro, potrebbe sovvertire il quadro della vigilia e rispettare la classifica, ma è scontato che gli ospiti stavolta intendano giocarsela sino in fondo, senza alcuna remora. Mister Daniele, cuore giallorosso, si appresta a disputare un personalissimo derby capitolino e in cuor suo attende questa sfida con particolare puntiglio.

Frendrup e C., imbattuto da cinque partite, intendono aggiungere un anello alla catena, così da intascare un'altra porzioncina di salvezza e, nel contempo, provare a mettersi alle spalle almeno una, se non due, delle tre compagini sul suo stesso gradino: impresa tutto sommato alla portata. La partita a due volti contro il Bologna non ha solo portato tre punti pesantissimi ma anche insegnamenti da tesaurizzare: in attesa di Baldanzi, col quale si potrebbero smuovere nuovamente le acque, l'amatissimo DDR dovrebbe tornare di tutta fretta sui propri passi riproponendo un sistema di gioco (il 3-5-2) equilibrato e adattissimo all'organico attuale. Con lo scontato rientro da squalifica di Ostigard, si potrebbe varare sin d'ora l'undici iniziale senza neppure una parentesi, ma ce ne concediamo una, riguardante come ovvio il centrocampo. E se il trainer decidesse di partire con Masini o Thorsby riservando il palcoscenico a Malinovskyi solo dopo l'intervallo per sfruttare la sua freschezza contro giocatori più stanchi? E' una semplice ipotesi, ma perché scartarla a priori? Per il resto, scelte ormai definite, con Otoa nuovamente in panca al pari di Ekhator, mentre Messias si ricandida per un'apparizione – magari condita da un'altra “chicca” - nella mezz'ora conclusiva.

Della Lazio e di Sarri, comunque, guai a fidarsi, anche se il curriculum casalingo (neppure una vittoria in campionato negli ultimi due mesi) è un sintomo di disagio. Il vero problema dei capitolini è la concretizzazione: la partenza di Castellanos è stata una mazzata per il trainer toscano, ora costretto ad affidarsi all'ultimo arrivato, Daniel Maldini, che fromboliere non è mai stato ma ogni tanto la butta dentro.

Anche nella difesa laziale è sorto un bel guaio: il male di pancia che affligge capitan Romagnoli, bramoso di trasferirsi in terre lontane, dove girano i dollaroni, ma per ora bloccato dal suo datore di lavoro. Un braccio di ferro che rischia di stritolare il terzo incomodo, Sarri, che comunque prova a pararsi le spalle con Provstgaard, nulla più che un mestierante. Salvo sorprese, a centrocampo si rivede Cataldi (che in maglia rossoblù, in prestito, non lasciò traccia), affiancato dall'usurato Vecino (pericolosissimo tuttavia nel gioco aereo) e dal nuovo acquisto Taylor. In avanti, con il guizzante Zaccagni e la prima punta Dia (Noslin ha le valigie pronte) giostrerà Isaksen, comunque da tenere d'occhio.

La Lazio non dispone di un attacco bomba, ma il portiere rossoblù Bijlow, atteso a dare conferma di certe preclare qualità, avrà certamente modo di lavorare e di mostrare il proprio valore anche sulle conclusioni dalla distanza, la specialità del suo concorrente Leali.

Anche Amorim, il gioiellino appena giunto alla corte di De Rossi, potrebbe fare in tempo a respirare l'atmosfera della serie A: partirebbe dalla panca, ma se il match si dipanasse in ua certa maniera, chissà che non si registri il suo esordio, magari nei minuti finali. Non mettiamogli fretta: sono ben altri gli appuntamenti che “dovranno” vederlo protagonista.

                       PIERLUIGI GAMBINO


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