Genoa, un'altra sfida alla logica a Napoli, prima controllo poi affondo

14.05.2022 17:21 di Pierluigi Gambino   vedi letture

Forzare più di tanto la logica è una pretesa eccessiva, ma il calcio è la sola disciplina che regali, a volte, verdetti assurdi. Il penultimo turno, ancor più dei precedenti, si gioca sul filo delle motivazioni, e negarlo – almeno nel nostro campionato – è impossibile.

Il Genoa si aggrappa all'imponderabile, che si è materializzato già lo scorso week-end con la fantastica rimonta a danno della Juventus, Rossoblù ancora in vita, ma per non staccare in anticipo occorre un'impresa ancor più clamorosa: un successo a Napoli. Gli ottimisti rammentano lo storico gol di Faccenda e si augurano caldamente che il Ciuccio scenda in campo con quello spirito: tanto, sperare non costa nulla.

Di sicuro, qualsiasi calcolo sulle combinazioni legate alle ultime due giornate di campionato, porta a considerare irrinunciabile un en plein del Grifo a danno degli azzurri e del Bologna. Infatti, è impensabile che la Salernitana, così lanciata e sospinta da un'ondata di favori, interrompa la propria ascesa nella tana di un Empoli che da quasi due mesi si accontenta di giochicchiare senza alcuna attenzione ai risultati. La gara al Castellani si giocherà prima della sfida al Maradona: proprio come Udinese-Spezia, altro match di interesse, sicché Criscito e C. avranno un piccolo vantaggio, che non compensa però il danno di scendere in campo prima di Cagliari e Sampdoria, le altre avversarie dirette. E qui si torna al difetto originario: com'è possibile, con questi po' po' di intarsi, sia in testa sia in coda, che le partite non si disputino in contemporanea?

Nel clan rossoblù è nitida, la consapevolezza che lo sviluppo – e anche il verdetto finale – della prossima gara dipenda più dal Napoli che dal Genoa. D'altronde, il divario di forze è troppo marcato per poter pensare il contrario. I partenopei hanno prenotato – ma non ancora intascato – il pur platonico ma sempre prestigioso terzo posto finale e, almeno in teoria, non possono permettersi un congedo casalingo negativo, però il fattore ambientale potrebbe favorire qualche stortura. Da una parte c'è il comprensibile desiderio di salutare degnamente il capitano Insigne, prossimo a nuove avventura professionali, ma dall'altro c'è il timore di una contestazione a mister Spalletti (mai troppo amato) e alla stessa dirigenza, che per l'ennesimo anno ha fallito l'assalto allo scudetto, Veleni che potrebbero ammorbare l'aria e indirettamente favorire il Genoa.

Blessin, dal canto suo, sa perfettamente che contro siffatta antagonista impostare un match troppo coraggioso esporrebbe ad una goleada al passivo. L'idea è quella che si è provato a sviluppare in parecchi impegni precedenti: controllo del match, possibilmente senza subire gol, per una settantina di minuti e poi secca accelerata alla ricerca del vantaggio. Un progetto che si fonda su sottili equilibri e su un interrogativo di fondo: riusciranno i nostri eroi a mantenere la porta di di Sirigu intonsa per tre quarti di partita?

Più agevole, forse, è la scelta degli undici uomini cui affidare i propri destini, Dunque: solita coppia centrale difensiva, Hefti a destra per arginare le incursioni di Insigne e a sinistra il napoletano Criscito, con l'auspicio che nelle piaghe del match scaturisca un rigorino a favore. Nella zona nevralgica, al fianco dell'inamovibile Badelj, potrebbe toccare a Frendrup (niente male se impiegato nel ruolo naturale) e in avanti il trio di mezze punte dovrebbe essere formato da Amiri, Gundmundsson (promosso dopo la rete a Madama) e uno tra il più combattivo Portanova e il più veloce Ekuban. Infine, conferma per Destro come terminale offensivo. A gara in corso, qualche escluso iniziale potrebbe rappresentare la carta della disperazione: in primis Yeboah, apprezzabile per rapidità e brio.

Il Genoa difficilmente uscirà in anticipo dal match, ma per tenere vivo un sogno ha il sacrosanto dovere di insidiare e poi perforare il portiere degli azzurri, possibilmente con i propri mezzi e senza affidarsi esclusivamente a qualche distrazione degli avversari.

                            PIERLUIGI GAMBINO