Mondiale 2026, Casemiro e Martinelli ribaltano il Giappone

29.06.2026 21:03 di  Franco Avanzini   vedi letture

Chi segue Holly & Benji ricorda la finale Mondiale Giappone-Brasile con il clamoroso successo 3 a 2, dopo 40 anni la gara, quella reale, arriva davvero, è un sedicesimo di finale in cui i nipponici proveranno a mettere i bastoni tra le ruote alla truppa di Carlo Ancelotti. Il recupero palla del Brasile diventa importante, sul primo la palla a Bruno Guimaraes con tiro deviato in angolo da Suzuki. La squadra del Sol Levante fatica tantissimo ad alzare il baricentro rischiando ancora di andare sotto in alcune circostanze. Gara che non si sblocca e quindi le due squadre cercano soprattutto di non aprirsi troppo tenendo strette le linee evitando offensive troppo avventate. Lo spettacolo non decolla.  L'hydration break cambia le carte in tavola. La velocità aumenta, Danilo sbaglia, Sano no, calcia dalla distanza ed i nipponici sono in vantaggio. Vinicius e Cunha cercano i tiri da fuori, deboli e centrali. La diversità tra le due squadre? La cattiveria sportiva, maggiore tra le fila giapponesi.

La ripartenza è brasiliana con qualche scatto e qualche tentativo di trovare i varchi disponibili per andare a fare male a Suzuki ed al Giappone in genere. Grande colpo di testa di Bruno Guimaraes cui risponde perfettamente in volo il portiere in forza al Parma.  Insiste il Brasile che ha preso in mano la gara. Tomyiasu e Ito si solavano sulla riga sul tentativo di Casimiro. Il logico e giusto pareggio arriva grazie a uno stacco perfetto di Casemiro. Vola Vinicius, salta alcuni avversari, va in area e calcia, Suzuki ci mette una mano e la sfera finisce sul palo. Partita completamente variata rispetto al primo tempo. Pallino del gioco e soprattutto pericolosità pendono maggiormente dal lato giallo-oro. Sbagliare nel calcio si paga. La difesa giapponese non è perfetta in Tanaka regalando palla a Bruno Guimaraes, assist perfetto per Martinelli, palo-gol e carioca avanti al sesto minuto di recupero. Il Brasile si qualifica ma quanta paura, onore al Giappone che ha lottato sino alla fine.


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