Genoa, a Parma serve concretezza, quale sia il modulo

19.09.2026 16:45 di  Redazione Genoa News 1893   vedi letture

Non è un appuntamento come gli altri, ma uno snodo importantissimo del campionato rossoblù. La trasferta a Parma è collocata dal calendario proprio alla vigilia della più lunga sosta del campionato, momento ideale – almeno in teoria – per trarre le prime conclusioni ed eventualmente passare all’azione. In soldoni, Daniele De Rossi si sta giocando parecchio: di sicuro il consenso del popolo genoano ma forse anche la prosecuzione dell’incarico. Il pareggio, sia chiaro, lo manterrebbe in sella, ma un eventuale passo falso, con… partenza verso l’alto anche dei ducali potrebbe spalancare orizzonti personali non certo esaltanti.

Il mister rossoblù è pervaso da dubbi di ogni tipo. La tentazione di passare alla difesa a quattro è forte e sarà certamente concretizzata (ovviamente in caso di mancata rivoluzione societaria) dopo la pausa, ma chissà che non si anticipino i tempi già contro i ducali, dal primo minuto o in corso d’opera. Il rischio di compromettere la stabilità raggiunta proprio in un appuntamento topico esiste e può rappresentare un freno, ma con i freschi recuperi di qualche importante pedina è possibile scuotere una squadra che resta competitiva dalla cintola in su ma è ancora alla ricerca di efficaci soluzioni offensive.

Il punto di partenza è la pesantissima assenza per squalifica di Vasquez, che non è soltanto il capitano e trascinatore ma anche l’improvvisato goleador genoano. Come sostituirlo? Otoa negli ultimi tempi è cresciuto a dismisura, ma come braccetto mancino non si trova a proprio agio, mentre Puczka, il miglior battitore di corner della squadra, ha superato a pieni voti l’esame Sudtirol e si candida prepotentemente. Anche Ostigard, l’altro califfo della terza linea, non è al meglio per via di una gastroenterite: ed ecco che il danese potrebbe giocare ma al centro del reparto.

Più chiara, almeno in apparenza, la situazione sulle fasce, con Ehizibue confermato a destra ed Ellertsson sull’altro fronte, in attesa che Drameh e Mitaj perfezionino condizione e ambientamento. La cerniera centrale invece dovrebbe ancora comprendere l’imprescindibile Frendrup, un Sow in fase ascensionale (gli gioverà la sosta) e Baldanzi, visto che Amorim, dolorante ad una caviglia, si è ristabilito ma proviene da una settimana senza allenamenti e l’emergente Wiafe, con i suoi 18 anni, rappresenta una carta da calare con prudenza.

In avanti ecco riproposta la coppia Colombo-Osmajic: tra i due l’intesa, pur perfezionabile, è promettente, ma occorre che gli spazi a disposizione siano maggiormente sfruttati per verticalizzare e concludere in porta. A gara in corso, tuttavia, DDR potrebbe pescare in un mazzo cospicuo di soluzioni alternative: El Shaaravy (per il 3-4-3 o il 4-2-3-1, non per il 3-5-2), Traorè e Meichtry  (destinati entrambi ad accrescere il proprio minutaggio), senza dimenticare Vitinha, che il trainer continua a tenere in considerazione.

Se il Genoa sta ansimando, non è che il Parma respiri a pieni polmoni. Il piatto della classifica piange (un punto incamerato al pari del Grifo) e alle porte c’è quest’opportunità casalinga da sfruttare al meglio. Mister Cuesta, dopo qualche esperimento, dovrebbe tornare alla difesa a cinque con l’argentino Troilo centrale e gli esterni Britschgi (convocato di fresco nella Nazionale svizzera) pronti comunque a spingere. In mezzo al campo domina il coloured belga Keita (al terzo anno in Emilia), ma è il recuperato Bernabé, piedi nobili e cervello fino, a dettare i tempi col supporto dell’ex interista Fabbian. In avanti è favorita la coppia Lontani-Romero, col primo (svezzato e poi scartato dal Milan) che è la rivelazione di quest’avvio e il secondo, proveniente dal Tigre, che in area gioca di fisico ed è abilissimo di testa. Da temere anche Touré, alternativa di lusso, pericoloso in campo aperto con le sue accelerate.

Il Genoa al Tardini ha già vinto due anni fa con sigillo di Pinamonti (ahinoi rimpianto anche lui…) ed è in grado di ripetere l’exploit, ma a patto di reggere dietro anche in mancanza del capitano e di diventare insidioso in avanti. Serve un bagno di concretezza per uscire dalle secche.

                      PIERLUIGI GAMBINO


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