Genoa, agganciare la Reggina chiudendo la gara in anticipo

15.01.2023 18:45 di Pierluigi Gambino   vedi letture

Tanto per parafrasare Enzo Tortora, illustre e rimpianto cuore rossoblù, “dove eravamo rimasti?” Ad un Genoa che espugnando il San Nicola di Bari, ha dato una robusta spallata al campionato. Per la prima volta i rossoblù hanno offerto la sensazione di dominio, ed è stato un vero peccato che la serie B andasse in letargo. Proprio la sosta di fine anno rappresenta l'incognita più viva legata al ritorno all'agonismo, anche se la prestazione offerta dal Grifone all'Olimpico in Coppa Italia ha già sufficientemente tranquillizzato l'ambiente.

Si ricomincia con i tre punti in palio, e  attenzione, attenzione – con la Reggina sconfitta inopinatamente al Granillo dalla Spal e, dunque, raggiungibile sulla seconda piazza in caso di successo: un'occasione troppo ghiotta per non capitalizzarla a dovere.

Gilardino parte da certezze ormai consolidate. Anche dalla sfida col Venezia, compagno nel viaggio all'indietro dello scorso maggio, occorre tuttavia trarre indispensabili conferme. Il prossimo step risiede nell'aggiudicarsi le partite con largo anticipo, approdando ben prima dei minuti finali a quel 2-0 che rasserenerebbe l'ambiente. Traguardo non proibitivo per una squadra che a livello di individualità ha ben pochi competitori nella categoria.

Il mister della resurrezione plaude alla duttilità del suo team e tiene in serbo qualche alternativa, anche a livello tattico. La tentazione è di seguire la retta via del 4-3-2-1, più o meno puro, che ha caratterizzato le ultime gare del 2022. In questo caso, spazio ancora ai soliti due centrali difensivi, a Hefti (da centellinare causa pubalgia) a destra e Sabelli a sinistra, al solito trio di mediani Strootman-Frendrup-Jagiello, ad Aramu in rifinitura, con Gudmundsson a flottare costantemente tra linea d'attacco (al fianco di Puscas, punta di riferimento) e trequarti.

Non mancano però alternative più che collaudate. Ad esempio, in difesa Vogliacco è parso nella Capitale in formissima e sta premendo per una maglia da titolare. Eppoi Mimmo Criscito, uno dei due innesti invernali: le sue caratteristiche potrebbero spingere il mister a optare, magari in corso d'opera, alla difesa a tre, col sacrificio di un centrocampista (segnatamente Jagiello) o del trequartista meno ispirato.

Senza contare che Gilardino è propenso a spendersi, nella ripresa, un bel po' dei cambi a disposizione, ricorrendo alla combattività di Sturaro e Galdames, ma anche alla fame di riscatto di un Coda, che non si adagia allo scomodo e non preventivato ruolo di riserva.

Basilare sarà – una volta trovata la giusta inquadratura – accrescere la pericolosità offensiva e soprattutto il grado di cinismo in zona gol, finora insufficiente per garantire confortevoli viaggi verso i tre punti. Serve tirare con più frequenza ma anche non sciupare le opportunità create autonomamente o per svarioni altrui.

Il Venezia non si annuncia come semplice sparring partner. Di sicuro non è più la squadra disorientata vista all'opera all'andata, quando comunque accarezzò il sogno del 2-2. Il trauma retrocessione è stato accusato maggiormente in laguna che non sul Mar Ligure, ma quattro mesi di campionato hanno restituito ai veneti una fisionomia più che accettabile, pur senza un mutamento significativo della classifica: la salvezza, insomma, è tutta da conquistare.

Paolo Vanoli è un tecnico giovane, subentrato in corsa, ma all'altezza della situazione. Il suo 3-5-2 è modulo prudente, adatto ad una formazione forte fisicamente più che brillante, innervata di recente da Jajalo, 34 anni, ex udinese, centrocampista tuttofare: rinforzo di rilievo. Da segnalare, poi, le qualità del finlandese Pohjanpalo, prima punta che “vede” la porta e gioca per i compagni, e la verve del laterale Zampano, gemello d'arte, genovese di Oregina. Solo il Cosenza ha incassato più gol del Venezia, ma attenzione: il numero dei gol segnati è superiore a quello del Genoa. E qui torniamo al difetto non secondario che Gila sta cercando di eliminare.

                          PIERLUIGI GAMBINO