Genoa, smarrito l'antico spirito servono quattro rinforzi

04.01.2026 11:24 di  Redazione Genoa News 1893   vedi letture

Il primo messaggio lanciato nel 2026 dal Grifone derossiano è oltremodo preoccupante. A Marassi il Pisa strappa un pareggio senza soverchi sforzi, frustrando le intenzioni dei rossoblù di spingere gli avversari nel baratro. Alla luce della sfida diretta, i modestissimi pedatori dell'ex Gilardino appaiono senz'altro più tonici, perentori e consapevoli dei propri limiti.

Il Genoa dura una mezz'oretta scarsa prima di sfarinarsi alla prima disavventura. Opposti ad una squadra tecnicamente sprovveduta, gli uomini di DDR offrono un calcio dignitoso giocando palla a terra e, dopo aver rischiato su un secco rasoterra di Leris deviato a fatica da Leali, prendono decisamente il sopravvento. Il portiere ospite, l'ex Semper, dice di no ad un insidioso diagonale di Vitinha, ma al quarto d'ora nulla può sul velenoso, improvviso rasoterra di Colombo, liberatosi al tiro con un pregevole punto personale. Parrebbe una gara in discesa, ma i rossoblù, col vento a sfavore, non traggono profitto dall'inerzia favorevole e gradatamente scendono di ritmo finendo nella rete tesa dal Gila, la cui squadra – contrariamente al Vecchio Balordo – ha una precisa identità, fondata sulle immediate verticalizzazioni verso gli attaccanti e su una strabordante fisicità in tutti i reparti.

Ai rossoblù non riesce più di conservare la sfera nella metà campo dei rivali, che guadagnano progressivamente terreno e, con un pacchetto di mischia simile a quelli rugbistici, costringono gli avversari sulla difensiva. Fioccano così i cross e i calci d'angolo, con i trentamila costretti a trattenere spesso il respiro. Leali e la traversa dicono di no ancora a Leris (ex doriano davvero in palla), ma i pericoli provenienti dal gioco aereo si infittiscono.

Ed ecco, ineluttabile, il pari non lontano dall'intervallo: su cross di Angori al centro dell'area piccola, Leali frana addosso a Vasquez, perde la palla e consente a Leris di insaccare placidamente a porta vuota. Un portiere più alto e più robusto avrebbe spinto via anche il compagno e spedito lontano la sfera con un colpo ben assestato di pugno, ma il numero uno genoano ha nelle uscite alte il suo tallone d'Achille e non si smentisce mai. Per la cronaca, un fermo immagine sulla testata vincente dell'atalantino Hien in pieno recupero inquadrava proprio il messicano e l'estremo difensore, recidivi in certi pasticciacci, forse figli della loro statura non certo elevata, ormai un handicap nel calcio d'oggi.

In teoria, ci sarebbe ancora mezza gara per rimediare, e in effetti l'avvio della ripresa pare confortare certe legittime speranze. Ma è un fuoco fatuo e il taccuino della cronaca si macchia soltanto con un'inzuccata in torsione di Thorsby, che Semper intercetta miracolosamente svellendo la sfera che stava entrando nei pressi del montante. Corre il 56' e nella conclusiva mezz'ora abbondante il Grifone non produrrà più nulla di significativo in area ospite nonostante i tentativi operati da De Rossi: al 63' Ekhator per Thorsby e al 75' la coppia Ellertsson-Ekuban per Norton-Cuffy (davvero involuto) e Colombo. Il Pisa, imbottito di quattrocentisti dall'1,90 in su, non suda neppure per mantenere lontanissimi gli antagonisti dalla propria porta e, anzi, ad essere pignoli, la sola mischia pericolosa si registra nei pressi di Leali. Altro particolare significativo: a fronte del superiore possesso palla del Genoa, sono i nerazzurri a battere un buon numero di corner, guadagnati con i centimetri e i chili di muscoli.

Giovedì i rossoblù saranno di scena nella San Siro rossonera, ma non è il prossimo match a spaventare bensì la pochezza reiteratamente mostrata da una squadra che sta smarrendo anche le qualità esibite in precedenza: compattezza difensiva e spirito combattivo. E se insorge la rassegnazione, con questi valori così modesti, la retrocessione non è più un'ipotesi remota. Ora tocca a De Rossi indossare i panni dello psicologo e alla società inviare qualche segnale di vita sul mercato. Ma attenzione: al via del girone di andata sono in programma scontri diretti delicatissimi, da gestire con rinforzi già in casa e pronti all'uso. L'asse centrale è tutto da ricostruire: un difensore di vaglia, un regista che comandi la manovra, un attaccante prolifico e fisicato e soprattutto un portiere degno di tal nome. In bocca al lupo, caro Diego Lopez.

                      PIERLUIGI GAMBINO


Altre notizie - Copertina
Altre notizie