GENOA: CANCELLATO IL RECORD DI GASP, UN ALTRO REGALO DI GILA

25.05.2024 09:59 di  Radazione Genoa News 1893   vedi letture

Prima dell'arrivederci ad agosto, un ultimo regalo di Gilardino al popolo genoano: il record di punti per un Grifone matricola, strappato allo squadrone di Gian Piero Gasperini. Il tecnico biellese ci teneva e non ha mai mollato la presa, sospingendo i suoi anche nella partita conclusiva, quando quota 46 sarebbe già risultata appagante.

Vero che il Bologna si è presentato a Marassi senza il vestito della festa, con qualche assenza pesante di troppo e con la recentissima sbornia per il traguardo Champions centato, ma questo Genoa sempre sul pezzo merita ugualmente fervidi elogi. Anche Gila, dopo tutto, ha rinunciato a qualche pilastro, per infortunio o scelta tecnica, ma i calciatori scesi in campo non hanno tradito. Riflettori puntati inizialmente sul baby Cittadini, confermatosi difensore attento e non alieno dal trasferirsi in avanti a cercar gloria, e su Malinovskyi, schierato un po' a sorpresa in cabina di regìa. Non un'interpretazione canonica del ruolo e neppure esaltante come resa, ma il cambio di mansioni non ha impedito all'ucraino di esplodere il suo proverbiale sinistro: palla secca come una fiondata contro il palo più lontano e da qui in fondo al sacco. Pensare all'ex atalantino come erede di Badelj (stavolta rimasto in panca per un comunissimo turn over) è forse una forzatura, ma puntare su di lui come stoccatore principe, sempre che i muscoli rispondano alla perfezione, è un dovere che Gila assolverà già nei primi allenamenti a luglio.

Più del goleador Ruslan è piaciuto Vitinha, ricomparso dopo lunga pezza con una gran voglia di spaccare il mondo. Vivacissimo e propositivo, ha concesso alla platea un paio di stop da urlo (con palloni perfidi da controllare) e ha pure provato spesso, nel primo tempo, a buttarla dentro. Appuntamento solo rinviato di una mezz'oretta, e la trama che ha condotto al raddoppio genoano sarà ricordata a lungo: pallone recuperato dall'onnipresente Frendrup e ceduta a Gudmundsson, autore di una portentosa accelerata con dribbling incorporato prima di un passaggio illuminante verso il portoghese, abilissimo a superare l'uscente portiere petroniano con uno “scavetto” da sogno. Il popolo genoano ha già innalzato il portoghese a successore di Albert e di sicuro la società proverà a trattenerlo in Liguria ottenendo un sensibile sconto sul cartellino al Marsiglia o un secondo anno di prestito. Vitinha è piaciuto un sacco: e dire che non è un centravanti puro (stavolta gli è toccato surrogare Retegui, rimasto a guardare in panca) ma una sontuosa seconda punta.

Due parole stramerita Morten Frendrup, che ha prodotto l'ennesima piramidale prestazione, mettendo lo zampino in entrambe le azioni vincenti e recuperando vagonate di palloni in ogni zona del campo. La sua annata è stata fantastica, tanto da convincerci che raramente, o forse mai, almeno nel Dopoguerra, il Genoa ha potuto vantare un mediano di tale fatta.

Il Bologna è giunto ad un passo dal gol in tre circostanze (nella prima, Fabbian ha timbrato il montante), ma avrebbe anche potuto beccare il terzo dispiacere, che Gudmundsson gli ha risparmiato dapprima spedendo clamorosamente a lato da due metri e poi centrando su punizione l'esterno della rete: è mancata insomma la ciliegina ad una stagione da mattatore assoluto.

Dopo il fischio finale, era prevista per Albert un'applaudita passerella d'addio, come si conviene ai beniamini in partenza, ma la festa di ringraziamento – all'islandese e a tutti i suoi meravigliosi compagni – si è subito spenta davanti alla notizia della rovinosa caduta di un tifoso rossoblù al centro della Nord: volo di sette metri e ricovero immediato all'ospedale in codice rosso. In uno stadio che andava via via svuotandosi, un'atmosfera surreale, con i ragazzi del Gila nella lunga, vana attesa di ricevere l'ultimo ideale abbraccio dai loro impagabili sostenitori.

In sala stampa mister Gilardino ha rimarcato la volontà del club di cedere qualche pezzo da novanta. La partenza di Albert è stata già virtualmente metabolizzata e la speranza di tutto un popolo è che Martinez e Frendrup non vadano incontro allo stesso destino. Sarebbe bellissimo continuare a divertirsi, senza dover assistere ad una smobilitazione in stile preziosiano.

                         PIERLUIGI GAMBINO


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