A Cagliari una partita abbordabile ma il Genoa è ancora provvisorio

11.09.2021 10:00 di Pierluigi Gambino   vedi letture

La sosta internazionale è alle spalle, ma il nuovo Genoa, scaturito dall'ennesima rivoluzione di fine mercato, si intravvede appena. Sono ancora tanti, forse troppi i freschi arrivi ancora fuori dal contesto del campionato: inevitabile conseguenza di una compravendita che si sarebbe dovuta anticipare almeno di due settimane.

Perse secondo logica le prime due partite, i rossoblù non possono permettersi un altro passo falso, e non certo per non eguagliare un record negativo risalente oltre 60 anni fa. Vero che il campionato è agli albori, ma occorre scollarsi presto da quota zero, e la sfida di Cagliari suona come un'opportunità ghiotta per riassestarsi. I sardi possono sfruttare il fattore campo e, valutati singolarmente, appaiono da mezza classifica. Poi, gratta gratta, ci si accorge che le loro manchevolezze sono marchiane, a partire da una difesa che ha imbarcato sei gol in 180 minuti, e potevano essere ben di più. La probabile assenza del portiere titolare Cragno e quella sicura del navigato Godin accrescono le preoccupazioni per la tenuta difensiva, labilissima anche per colpa di un centrocampo infiorato di mezzali ma povero di autentici incontristi e, pertanto, inadatto a recuperare velocemente palloni.

Con mister Semplici gioca pure Strootman, il cui procuratore ha spento il suo desiderio di restare al Grifone, ma in quest'avvio di stagione l'olandese non è i formissima: occorre approfittarne. Da temere resta l'ex interista Dalbert, incursore sulla fascia, mentre Keita – altro elemento che poteva rimanere a Genova, ma su sponda blucerchiata – è dato per panchinaro, alle spalle dei titolari Pavoletti (altro ex abbastanza rimpianto) e Joao Pedro (pericolosissimo in campo aperto).

Sulla carta il match è abbordabile, anche se il clima agonistico sarà diverso da quello dello scorso maggio, quando la banda di Ballardini espugnò la Sardinia Arena in una sfida ormai platonica. Di sicuro a mister Davide non mancano le gatte da pelare, un po' in tutti i settori.

In difesa, aspettando Vasquez, si registra solo un probabile innesto, Maksimovic, che non è centrale per vocazione ma si è già adattato al ruolo in passato. Al suo fianco, oltre all'inamovibile Criscito (ma il messicano, tra qualche settimana, potrebbe insidiarlo), è in vita il ballottaggio tra il collaudato Biraschi e Vanheudsen, il quale sinora non ha convinto pienamente.

Anche il centrocampo è pieno di parentesi. Sicuro di un posto è Badelj, ma anche Rovella, il più in forma del gruppo, si è ormai guadagnato un posto al sole. Per completare il terzetto sono in corsa Hernani, atteso ad offrire segni di risveglio dopo un avvio da dimenticare, e il più concreto (ma meno rifinitore) Sturaro, che però non ha i 90 minuti nelle gambe.

Doppio il ballottaggio sui corridoi esterni. A destra Ghiglione è in lieve vantaggio su Sabelli e a sinistra potrebbe arrivare il turno di Fares, acquisto dell'ultima ora, pur senza dimenticare che il baby Cambiaso risulta più adatto al contenimento.

Infine l'attacco. Caicedo scalpita dalla voglia di sbloccarsi all'esordio nel Grifone, ma il busillis relativo al suo partner rischia di trascinarsi per tutta la stagione (o almeno sino a gennaio). Il fatto che Pandev, 38 anni ed un'autonomia fisica alquanto limitata, si giochi con corpose chances una maglia di titolare suona come un passo indietro rispetto all'anno scorso. D'altra parte, Destro non è l'ideale per affiancarsi all'ecuadoriano, Buksa e Kallon sembrano ancora immaturi e Ekuban, inizialmente indicato come il nuovo Eldor, ha già suscitato perplessità sulla sua adeguatezza. Quante risposte deve attendersi Zio Balla!

                           PIERLUIGI GAMBINO