Genoa, con certi avversari non bastano grinta e corsa

27.04.2026 11:22 di  Redazione Genoa News 1893   vedi letture

Tra il Pisa e il Como c'è un abisso e il Genoa, che sul piano dei valori è a metà tra le due formazioni, se ne accorge sulla propria pelle. I lariani, in odor di Europa League e forse anche di Champions, impongono a Marassi – davanti ad un pubblico mai così numeroso nella stagione – una superiorità netta sia nell'organizzazione difensiva sia in zona rifinitura. Due reti ed un palo pieno marcano una prova non eccezionale, ma concreta di una squadra che merita ampiamente la posizione occupata in classifica.

Il Grifone non esce ridimensionato. Ha fatto la sua partita con i mezzi esigui a disposizione, di gran lunga inferiori a quelli dell'antagonista. I rossoblù meritano un elogio per lo spirito profuso e per il dinamismo incessante, ma a certi livelli senza un briciolo di qualità non ci si salva, anche se qualche circostanza favorevole poteva essere sfruttata in ben altro modo.

De Rossi sorprende tutti non per aver avviato la fase sperimentale post- salvezza (era un atto dovuto) rilanciando Otoa e confermando Amorim, ma per altre scelte di formazione. Passi la difesa a quattro, ma se Vasquez si sposta a terzino sinistro e a centrocampo Sabelli ed Ellertsson sono i prescelti sulle fasce con Frendrup e il brasiliano in zona centrale, viene spontaneo pensare ad una squadra votata principalmente a non prenderle. La strategia del tecnico genoano è lampante: appena riconquistata palla, occorre lanciarla lunga in avanti per colpire alle spalle i lombardi, che difendono altissimi. In effetti, Ekhator, Vitinha e lo stesso Ellertsson si inseriscono spesso con inserimenti improvvisi, ma se eccettuiamo qualche lancio di Amorim, l'uomo designato in regia, la mossa non ha sbocchi. D'altronde, sperare che tutti quei giocatori votati al contenimento si trasformino in piattaforme dotate di balistica è illusorio.

Il Como è organizzato in fase di rottura, ma i suoi gendarmi e anche il portiere pasticciano spesso per eccessiva confidenza. Il Grifone però non riesce ad approfittarne e sullo 0-0 con Vitinha imbeccato da Ekhator, avrebbe la palla gol per portarlo avanti, ma il portoghese, per scartare il numero uno ospite, si allarga e  a porta sguarnita conclude sull'esterno della rete.

Gol fallito, gol subito, secondo la legge spietata del calcio. Beninteso, il cross da sinistra di Da Cunha è a giri contati, ma in area c'è un solo comasco, Douvikas contro quattro giganti rossoblù,: eppure è lui, bravo a sganciarsi dalla marcatura di un torpido Otoa, ad incornare nell'angolo, cogliendo in contropiede Bijlow.

Il Genoa non ci sta e schiuma rabbia in ogni zona del campo, ma in avanscoperta è pressoché impalpabile e non riesce mai a produrre un'autentica conclusione. A dire il vero, tutto uno stadio accoglie con un assordante boato la decisione arbitrale di sorvolare su una più che sospetta cintura di Perrone ai danni di Amorim in piena area: il rigore poteva anche starci.

Così i lariani, sornioni, appena dopo la mezzora riprovano un'identica trama, stavolta con nuovi interpreti: è Valle a crossare e Paz a colpire di testa, ma il palo salva i rossoblù dal tracollo. Sia chiaro, il Como è fantastico nel capitalizzare ogni opportunità, ma la staticità delle guardie scelte derossiane è esagerata.

Trascorso l 'intervallo, ti aspetteresti una mezza rivoluzione in seno al Grifo, ma DDR cambia solo il portiere, fermato da un problemuccio fisico e sostituito dall'ex titolare Leali. La prima sostituzione pesante si verifica al 57': dentro Messias per Otoa, non certo promosso all'esame marassino. Ma la gara si era già tempo incanalata verso il brutto, con frequenti falli piuttosto pesanti degli scaltri comaschi, bravi a capire che l'arbitro La Penna era imbelle, sino a rischiare di farsi sfuggire la partita di mano. Con l'ex milanista il Grifo cresce lievemente, ma al 68' va nuovamente sotto: Baturina è bravissimo a destreggiarsi sulla sinistra e a guadagnarsi lo spazio per il cross corto sul quale si avventa Caqueret, il cui tocco involontario spiazza la difesa genoana – tutt'altro che impeccabile – e consente a Diao di insaccare sotto misura.

Nelle file rossoblù entrano subito dopo Malinovskyi per un Amorim dignitoso nel primo tempo ma andato via via spegnendosi e Colombo per Ekhator, ma il taccuino della cronaca riporta solo un paio di uscite dell'atteto Butez a rimediare a qualche smagliatura dei compagni e un paio di conclusioni imprecise dalla distanza tentate da Messias: troppo poco per poter riaprire la sfida contro questo po' po' di antagonista.

Nel catino di Marassi, insomma, tutto è scorso secondo logica, ed è già un motivo di sollievo poter assorbire la sconfitta, peraltro nelle previsioni, senza doversi disperare.

                               PIERLUIGI GAMBINO


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