Genoa equilibrato pure in emergenza ma con troppi allenamenti saltati

17.10.2020 14:19 di Pierluigi Gambino   Vedi letture

In apertura è doveroso un caldo elogio al presidente Preziosi, che ha espresso il suo convinto appoggio, anche a costo di rimetterci pesantemente, a chi intende continuare il campionato senza ulteriori strappi al regolamento. Il Joker ha capito che lo spettacolo vale più di una partita persa, e il suo precedente messaggio, simile a quello già lanciato dal suo diesse Faggiano (“A Verona giocheremo con la squadra Primavera”) non era una ricerca di scusanti o un appello a modificare nuovamente le norme, ma solo una frecciata al Napoli, che della regolarità intende fare strame per convenienze del tutto personali.

Certo, a ranghi completi su entrambi i fronti la gara del Bentegodi sarebbe stata abbordabile da parte del Grifo. Dopo tutto, il vecchio amico Juric si trova tra le mani un organico notevolmente impoverito rispetto all'anno scorso e in grado solo di lottare per la sopravvivenza, non certo per ripetere un piazzamento prestigioso. Considerando la massiccia campagna di rafforzamento prodotta dal Genoa, il divario tecnico tra le due squadre si è praticamente annullato. Peccato che certi giudizi, ovviamente, si inquadrino nell'arco dell'intera stagione e non concernano la stretta attualità, condizionata pesantemente dal Covid.

Nelle file scaligere sono indisponibili per infortunio pilastri come Davidowicz, Benassi e Di Carmine (forse recuperabile in extremis), cui vanno aggiunti gli unici “positivi” del gruppo, l'ex leccese Barak e l'ex genoano Gunter. Rispetto a Maran, il tecnico croato sta meglio, ma il suo Verona è ancora un cantiere aperto, con defezioni importanti e la necessità di integrare nel gruppo il solo potenziale bomber, Kalinic, giunto proprio allo spegnersi del mercato e affiancato da elementi che non sono fuoriclasse.

Sul fronte genoano, mai come stavolta saranno i... tamponi a dettare la formazione a mister Rolando, che faticherà a proporre un undici iniziale con un senso tecnico compiuto, anche se i recenti recuperi consentiranno di inviare in campo un undici equilibrato nei settori e senza dover adattare alcun atleta a ruoli differenti da quelli abitualmente occupati. Dopo tutto, il trio difensivo (Zapata affiancato da Goldaniga e Masiello risulta più che presentabile e così pure la prima linea, dove addirittura si registra una certa abbondanza, pur se condizionata dall'incompleto ambientamento di Scamacca e Shomurodov. Qualche problemino in più si presenta a centrocampo, dove Badelj e Radovanovic hanno potuto lavorare compiutamente. Manca però un terzo titolare che disponga di esperienza e vigoria atletica, tanto che almeno inizialmente mister Maran potrebbe ricorrere a Rovella, promettente finché si vuole ma ancora piuttosto acerbo.

Tuttavia, più che le assenze pesano altri fattori, in primis quello fisico-atletico: quale resa potranno offrire sul campo di gioco elementi reduci da soste forzate per evitare il contagio interrotte da allenamenti raffazzonati e spesso individuali? Praticamente, il gruppo rossoblù non lavora in modo decente da mezzo mese e, soprattutto, l'inserimento dei nuovi arrivati sta subendo un ritardo preoccupante.

Eppoi non si può ignorare il contesto psicologico. Pensare che il recente pregresso di ordine sanitario, con il viaggio-avventura a Napoli e il “cappotto” rimediato al San Paolo, non lascino scorie è pura utopia anche in un organico imbottito di Over 30, che nella lunga carriera ne hanno visto di tutti i colori.

Dunque, le premesse in casa Genoa sono tutto meno che idilliache, ma sbaglierebbero anche coloro che danno questo manipolo per morto e la partita già scontata nell'esito. A volte, è proprio nei momenti più delicati che gli uomini veri trovano le risorse per invertire il proprio destino.

                                  PIERLUIGI GAMBINO