Genoa, uno sguardo alla rosa rossoblu dopo le prime cinque gare

23.09.2026 11:15 di  Franco Avanzini   vedi letture

Avremmo voluto dare una votazione ai giocatori scesi in campo sinora con la casacca del Genoa in queste prime cinque giornate ma crediamo che non avremmo trovato molti motivi per sorridere visto l'andamento lento della squadra in questo periodo con un solo punto conquistato che hanno posto il Grifone al penultimo posto in Serie A con alle spalle il solo Venezia fanalino di coda con zero punti. Così cerchiamo di valutare la situazione dei vari elementi con un breve commento sulle prestazioni effettuate sinora. Abbiamo tenuto presente solo i calciatori che, anche per poco, hanno saggiato il prato verde in campionato.

BIJLOW: non è amatissimo dalla piazza, qualche tifoso storce il naso perché non è quasi mai decisivo. Pesano alcuni errori come quello di Roma contro la Lazio. Bravino coi piedi ma in realtà il portiere deve essere valutato per quello che fa tra i pali e non per come imposta l'azione

MARCANDALLI: è un altro giocatore rispetto a quello dello scorso anno e purtroppo non in positivo. Sta passando un periodo involutivo e la speranza è che la sosta lo porti ad essere nuovamente tra i protagonisti. Quando affronta avversari scattanti, vedi Almqvist a Parma, va in crisi

ØSTIGÅRD: cinque giornate di cui quattro tutto sommato non negative poi il patatrac di Parma dove Romero lo salta con troppa facilità. Ha l'attenuante di non essere stato bene qualche sera precedente a causa di una gastroenterite che lo ha debilitato

VASQUEZ: due gol realizzate tra Campionato e Coppa Italia e prestazioni sempre e comunque positive. Il capitano traina i compagni e anche a Parma ha seguito la squadra. La sua disapprovazione evidente in tribuna al Tardini fa capire quanto tenga a questa squadra. Dovrà essere il giocatore capace di portare fuori dalle secche la squadra

FRENDRUP: costretto ad un lavoro spesso non suo in mezzo al campo è andato un po' a perdere quelle che sono le sue caratteristiche. Il ruba-palloni degli ultimi anni si è visto un po' meno. Va riportato nella sua posizione migliore per farlo rendere al meglio, non si può pensare che debba impostare l'azione perché non è nelle sue corde

AMORIM: in Coppa Italia ha svolto un lavoro positivo, in campionato non sempre parte da titolare, nonostante possa essere uno dei pochi capace di mettere un po' di ordine in mezzo. Lo scorso anno era appena arrivato e non ci si poteva attendere molto da lui, questa potrebbe diventare la stagione della sua consacrazione a patto che venga fatto giocare con continuità

ELLERTSSON: mister De Rossi non si priva mai di lui, a destra o a sinistra sulla fascia lo fa sempre giocare. Forse però avrebbe bisogno di tirare un po' il fiato. E' un soldatino che fa quello che dice il tecnico ma i mezzi non sono eccelsi. Dovrebbe tirare di pi§, aveva detto il tecnico qualche tempo fa. Il problema è arrivare in zona gol se spesso lo si vede arretrato nella propria metà campo

BALDANZI: invocato a gran voce dall'allenatore, l'ex Roma sta un po' deludendo le attese. Vorrebbe fare tutto in campo ma i suoi sforzi non vengono premiati. Ultimamente è apparso pure nervoso, pronto a battibeccare con l'arbitro di turno. Una giocata in cinque gare con gol mancato davanti alla porta in questa stagione e la discesa portentosa (l'unica sinora realmente convincente) contro il Torino lo scorso anno, un po' poco per chi doveva portare fantasia a questa squadra

VITINHA: in che ruolo gioca il portoghese? Seconda punta? Centravanti? Obiettivamente non si è ancora capito e probabilmente neppure gli allenatori che lo hanno allenato lo hanno compreso se è vero che è stato provato nei due ruoli. Avrebbe i numeri per fare bene, manca nella continuità anche se, va detto, lui si spende tantissimo in campo

COLOMBO: un centravanti dovrebbe avere la priorità di metterla dentro. Lui non è che riceva molti palloni giocabili in area avversaria così è costretto ad arretrare il suo raggio d'azione per toccare qualche pallone. Positivo l'assist di Parma al primo pallone toccato. Deve ancora sbloccarsi perché le sue reti mancano eccome

MEICHTRY: qualche spunto come a Roma contro la Lazio ma anche in casa contro il Frosinone. Salta l'uomo e mette in mostra qualche guizzo interessante. Gli manca un po' la continuità e deve ancora entrare appieno nel calcio italiano

SOW: non è un regista eppure nel Genoa sembrerebbe avere questo ruolo. Lo svizzero così spesso si perde e, tra l'altro, non è un fulmine di guerra. Per fare girare il pallone come si deve non conta tanto la velocità quanto il saper ragionare capendo dove sia meglio mandare il pallone. I contrasti sono il suo pane quotidiano, inventare le giocate un po' meno

MESSIAS: avesse dieci anni di meno probabilmente non giocherebbe nel Genoa. Ha una qualità e una tecnica fuori dal comune all'interno della rosa genoana. Dribbling, corsa e tiro sono il suo pane quotidiano. Peccato che non regga i novanta minuti. Giustamente il tecnico preferisce farlo entrare a gara in corsa tranne a Parma dove lo ha fatto partire titolare ma dove ha alternato buone giocate con qualche pausa di troppo

OSMAJIC: è un centravanti vero. Pur toccando pochi palloni in zona offensiva ha segnato due reti. Giocatore che potrebbe davvero fare bene se fosse servito con una certa regolarità. Fa a spallate con tutti e ha un buon fiuto della rete. Peccato che le sue due reti non abbiano fruttato punti al Grifone ma già averle segnate, in una squadra che fa gol col contagocce, sono già un buon biglietto da visita

SABELLI: è stato accantonato di fatto dall'allenatore. Sceso in campo contro il Como nella gara probabilmente meno adatta a lui visti gli avversari che doveva affrontare. Ovviamente pesa l'età ma il soldatino rossoblu ha sempre dato tutto con la maglia rossoblu addosso. Non sarà un fulmine di guerra ma la sua applicazione nel seguire i dettami del tecnico non manca mai

EHIZIBUE: lo si attende ad una forma migliore. Sinora non ha fatto vedere ancora le sue qualità. Dovrebbe, in teoria, portare peso e muscoli sulla fascia. Per l'ex Udinese questa lunga sosta potrebbe servire a ritrovare il giusto passo ed entrare ancora più all'interno dei meccanismi di squadra

EL SHAARAWY: non può essere il salvatore della patria ma può regalare giocate e superiorità numerica alla squadra. Anche lui è arrivato un giorno dopo la chiusura del mercato e quindi deve ritrovare il ritmo gara e la condizione. Potrà diventare importante a patto che non lo si confini sulla fascia ma possa entrare maggiormente nel gioco d'attacco del Grifone

OTOA: il danese, chiamato dalla sua Nazionale Under 21, è ancora acerbo. Alterna cose buone a situazioni meno positive. Può crescere se lasciato tranquillo anche di sbagliare. L'importante sarà non ripetere sempre lo stesso errore, sarebbe una cosa davvero grave

PUCZKA: in Coppa Italia ha battuto alla perfezione gli angoli, esordio a Parma in Serie A con qualche interessante spunto. E' giovane, ancora inesperto ma ha il muso buono e poi dimostra appunto di essere un buon crossatore. La testa di Østigård e quella di Vasquez potrebbero ringraziarlo e chissà che anche gli attaccanti non possano riceverne benefici

TRAORÉ: mister De Rossi lo attende come il pane, ha spesso detto che con lui in campo il "50% dei problemi del Genoa spariscono". Bene, ci fidiamo del tecnico e speriamo che la sosta possa portare il centrocampista ex Sassuolo ad una forma se non ottimale almeno passabile da essere schierato nella formazione titolare


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