Genoa, ultima gara poi via alle danze tra mercato, conferme e nuovi arrivi

17.05.2022 15:54 di Franco Avanzini   vedi letture

E' il momento delle riflessioni. Riflettere su quanto è stato fatto e su quanto si sarebbe potuto fare per cercare di portare alla salvezza il Genoa. Una scusante c'è: la mancanza di esperienza della nuova proprietà che ha puntato su un modello internazionale cercando di portare in giro per il mondo il nome del Genoa. Tutto giusto, non siamo negli anni 80 o 90, adesso occorre ragionare cercando di allargare i propri orizzonti il più possibile. Vivere nel proprio campetto senza mettere mai il naso fuori non è cosa di oggigiorno.

Il marketing, internet, le frontiere che vanno ben oltre l'Italia sono sicuramente un mercato importante, in prospettiva. 777Partners hanno provato a cambiare la mentalità del tifoso nostrano: internazionalizzazione del marchio Genoa e al tempo stesso della società. Peccato che il tutto sia avvenuto in un periodo temporale in cui chi li aveva preceduti aveva messo su una rosa non propriamente all'altezza della situazione. Così la nuova proprietà è dovuta sin da subito correre ai ripari.

La prima mossa, Shevchenko, è stata obiettivamente un disastro. Certo, il Genoa è salito agli onori della cronaca di tutta la stampa sportiva, alla presentazione del tecnico ucraino mai si erano visti così tanti giornalisti di ogni testata nella pancia del Ferraris ma calcisticamente parlando l'impatto, seppur positivo, non ha regalato gioie ma solamente dolori. E' chiaro che la sconfitta nel derby d'andata e soprattutto quella interna contro lo Spezia ha minato, e di molto, le possibilità di risalita in classifica della squadra. Così, di fatto, si sono persi suppergiù due mesi.

L'arrivo di mister Alexsander Blessin ha sicuramente giovato molto di più alla squadra (ah, fosse arrivato due mesi prima, chissà forse i rossoblu si sarebbero salvati). Una serie consecutiva di pareggi e il successo sul Torino hanno illuso un po' tutti. Se non altro la difesa era stata sistemata, non si prendevano gol ad ogni sfida e pareva che la strada intrapresa fosse quella giusta. Il problema di fondo però è rimasto: il Grifone di segnare proprio non ne aveva voglia, non ci riusciva, non aveva l'uomo o gli uomini adatta per l'esigenza. 

E forse qui hanno peccato un pochino 777Partners non capendo che un attaccante ci sarebbe voluto come il pane. Certo ci hanno provato a prenderlo, ma la situazione di classifica ha fatto incassare ai dirigenti rossoblù diversi "no, grazie" da parte di alcuni giocatori di spessore e di esperienza internazionale. Sono dunque arrivati solo dei giovani baldanzosi e di belle speranze, ma ovviamente con poca esperienza in campionati più difficili come quello italiano.

Adesso si deve ripartire subito, senza aspettare luglio per mettere le basi per una nuova squadra che possa conquistare subito la promozione in Serie A,  dove i tifosi meritano di stare. Troppo spesso infatti, in passato, le operazioni di mercato sono state fatte quando il campionato stava per iniziare. Programmare significa decidere già dalla prossima settimana, a bocce ferme, da quale allenatore partire, se confermare o meno il direttore sportivo, da quali giocatori ri-iniziare la nuova avventura e quali pedine inserire nella rosa. 

Lo ha detto il presidente Alberto Zangrillo subito dopo la disfatta di Napoli: ci sarà da rinforzare ogni reparto. Esatto, una squadra che retrocede non può avere reparti a posto. Tutti vanno rivisti, cercando di tenere i giocatori più idonei alla risalita e aggiungendone altri, ma in tempi brevi prima che i prezzi inizino a lievitare. L'anno zero è questo, per la risalita del Genoa in Serie A, per mantenere la fiducia che i tifosi hanno accordato alla nuova proprietà e per porre le basi per un futuro sicuramente migliore.