Genoa una partenza lanciata per rispettare i pronostici

13.08.2022 17:35 di Pierluigi Gambino   vedi letture

“Rien ne va plus”. Anche per il Genoa è l'ora di fare il proprio gioco e dimostrare anche a livello di campionato che certi pronostici, lusinghieri nei suoi confronti, non sono campati in aria. Il calendario, davvero ingeneroso, contempla inizialmente per i rossoblù due comprimarie da tenere nella debita considerazione: Venezia e poi Benevento, che nel “range” degli scommettitori sono piazzate subito dopo il terzetto di prevedibili primattrici, formato da Grifone, Cagliari e Parma.

I lagunari, anch'essi neo retrocessi, hanno però mutato in modo radicale il proprio assetto, perdendo per strada quasi tutti i “big”, l'ultimo dei quali quell'Aramu che nella prossima settimana diventerà genoano a tutti gli effetti, colmando così una lacuna non trascurabile alle spalle di Coda. Se escludiamo l'ex spezzino Ceccaroni e il gemello d'arte Zampano (genovese di Oregina), il Venezia è interamente composto da stranieri, la cui integrazione non dovrebbe risultare immediata, anche considerando il tempo perso recentemente causa epidemia di Covid. Il modulo base è quel 4-2-3-1 che è sempre piaciuto anche a Blessin, ma i suoi interpreti sono in parte da scoprire. Unica caratteristica che balza agli occhi, una notevole fisicità in tutti i reparti.

Trattandosi di match d'esordio, per il Genoa le insidie sono scontate, anche se tra esse non rientra il fattore ambientale: i duemila supporter genoani al seguito, infatti, rischiano di trovarsi in maggioranza sulle scalee del Penzo, E questa presenza così massiccia inevitabilmente accrescerà la fiducia ma anche le responsabilità a carico di Badelj e compagni, decisi a firmare un debutto vincente.

Il nuovo Grifo, nel campionato cadetto agli albori, ha senz'altro i mezzi per farla da protagonista, ma non per indossare i panni del mattatore. Le sue individualità – il capocannoniere Coda su tutti – sono un eccellente punto di partenza, ma – anche a giudicare dalla prova offerta contro il Benevento in Coppa – qualcosa va ancora registrato. Serve, innanzitutto, una maggiore concretezza sotto porta, così da assicurarsi la vittoria nella prima ora di gioco, quando le gambe e il cervello funziono alla perfezione e il pressing blessiniano garantisce un controllo assoluto del match. Il trainer pare intenzionato ad insistere su Ekuban come partner del bomber, ma è legittima un'incertezza, che coinvolge pure Yeboah e Yalcin, gli altri due attaccanti di supporto a caccia di un posto al sole.

Minori i dubbi a centrocampo, con l'inamovibile coppia di centriali Badelj-Frendrup, supportati da Portanova, meno portato ad offendere rispetto a Gudmundsson, altro pezzo forte dello schieramento. E comunque probabile che, appena Aramu si aarà totalmente integrato, gli tocchi una maglia da titolare, al posto dello stesso Ekuban o del figlio d'arte.

In difesa tre intoccabili – Hefti, Dragusin e Bani – e un piccolo dubbio sulla fascia sinistra: conferma per Sabelli o lancio post squalifica di Pajac? Senza contare che, all'occorrenza, su quel corridoio potrebbe agire Frendrup, a propria volta sostituito in mezzo da Galdames.

Infine, tra i pali, ancora fiducia a Martinez, atteso a fugare qualche perplessità riguardo alle uscite. Il tedesco ha scelto lui e non Semper, che a questo punto ha tutti i diritti di trasferirsi altrove, anche per scongiurare una concorrenza che lungo i campionato potrebbe risultare deleteria.

Di sicuro questo Genoa è perfettibile. Non è scontato che il mercato chiuda i battenti con Aramu: potrebbe giungere un ulteriore esterno d'attacco e c'è la speranza che la società raccatti – magari tra gli esuberi dell'ultima ora – una degna alternativa a Badelj, il quale difficilmente potrà assicurare 38 partite filate in campo e, ora come ora, non ha sostituti all'altezza.

A livello di gioco, detto della necessità di progredire in zona gol, Blessin è conscio che la squadra debba crescere in personalità quando occorre difendere un vantaggio amministrando il possesso palla, ma sotto quest'aspetto va annotato che possono essere troppe le mezze punte in campo e a centrocampo manca manca un pizzico di qualità.

DI sicuro si pretenderà dagli attaccanti una partecipazione più attiva in copertura e ai difensori un briciolo di attenzione in più, specialmente sui calci fermi: i due gol incassati dal Benevento hanno fatto venire la mosca al naso al trainer. L'esordio ormai imminente di un elemento navigato come Ilsanker, a centrocampo o in terza linea, potrebbe comunque risolvere almeno in parte certi problemi.

                             PIERLUIGI GAMBINO