Goran Pandev racconta la sua carriera: "Il lavoro quotidiano aiuta"

03.06.2021 19:22 di Franco Avanzini   Vedi letture
Fonte: cronache di spogliatoio

Europeo alle porte con la Macedonia del Nord ad una prima assoluta in una fase finale di una manifestazione continentale. Il suo maggior condottiero è il genoano Goran Pandev che si è confessato a Cronache di Spogliatoio toccando svariati argomenti. 38 anni e non sentirli, il suo segreto: "Il lavoro quotidiano svolto tutti i giorni. Per stare bene alla mia età devi allenarti più di prima, di quando eri giovane. Devi avere poi una vita regolare, fare molti più sacrifici di prima. Per giocare a questi livelli occorrono molti sacrifici".

Gol decisivo con la Nazionale a Tbilisi contro la Georgia e la Germania ha perso solo tre gare, una contro la Macedonia: "Non ci crede ancora la mia gente e neppure io. Abbiamo fatto una grande partita e non pensavo che potevamo vincerla. Abbiamo fatto benissimo e vinto contro una delle squadre favorite nel prossimo Europeo".

Esordio in Italia nell'U.s. Anconetana, ex Ancona: "Mi hanno mandato in prestito dopo l'Inter Primavera poi Spezia e quindi sono andato in prestito nelle Marche. Un sogno giocare in Serie A e l'Ancona era salita nella massima serie. Era stata una bella esperienza nonostante la retrocessione". In campo c'era Dario Hubner: "Un grande anche se a fine carriera, ha segnato parecchi gol".

Nello spogliatoio: "Sono cambiate tante cose rispetto al passato. Prima ti divertivi molto di più e la Serie A era molto più forte. Ci sono ragazzi giovani cui non puoi dire molto, a Genova ce ne sono che possono crescere tanto". Il primo regalo fatto col primo stipendio: "In Italia la macchina a mio papà, una BMW 320 mi pare, non era nuova. Per me direi nulla. Penso di più alla mia famiglia".

Ancora ed il passo successivo la Lazio con la doppietta al Real Madrid: "Avevano una grande difesa. Cinque anni e mezzo alla Lazio, i migliori anni della mia carriera. Delio Rossi era il mister che mi ha aiutato molto. Ho fatto tanti gol e non giocavo solo da attaccante ma pure da esterno dopo l'arrivo di Di Canio". Il giocatore da cui ha imparato di più: "Zanetti all'Inter che mi ha aiutato parecchio". Il momento più alto, l'Inter del triplete, del tecnico Mourinho: "Ero fuori rosa con la Lazio, abbiamo fatto la causa e mi sono liberato al mattino. Nel pomeriggio mi ha chiamato Mourinho. Abbiamo parlato assieme, lui è molto sincero e sa come farti sentire importante anche giochi poco. Eravamo un gruppo molto forte ma Mourinho ha avuto il merito di creare una famiglia".

Il pre-partita che maggiormente ricorda Pandev e le sue parole: "Non mi piace parlare. L'ho fatto solo nell'ultima gara contro Georgia perché volevo ringraziare i ragazzi perché ho pensato fosse l'ultima mia possibilità per andare all'Europeo". Un post che ha dimostrato l'amore dei compagni: "A Genova anche negli spogliatoi mi trovo bene. Siamo stati un gruppo quest'anno come nei precedenti. Leggere questi commenti mi fanno piacere. Per recuperare una gara  ora ci vogliono tre giorni. Vediamo dopo l'Europeo cosa farò. La mia fortuna è quella di non avere avuto infortuni gravi e anche per questo sto ancora bene. Il lavoro giornaliero conta parecchio poi devi avere anche un po' di fortuna perché anche durante il riscaldamento può romperti".

Importante fare, cosa? "Sono arrivato a Genova dal Galatasaray e stavo malissimo. Ma con i preparatori qui al Genoa si lavora tanto e la forza è quella che mi tiene ancora in vita, calcisticamente parlando". Il futuro sarà italiano: "Certamente, resterò qui in Italia a vivere. Oramai metà della mia vita l'ho passata qua, a parte un anno trascorso in Turchia".