Roma un po' in difficoltà, fiorisce la speranza di portare a casa punti

16.10.2026 16:51 di  Redazione Genoa News 1893   vedi letture

Il viaggio nella Roma giallorossa, con tutte le implicazioni di carattere tecnico e sentimentale che lo caratterizzano, alimenta in Daniele De Rossi un numero impressionante di incertezze. La gara dell’Olimpico non è uguale alle altre, ma il tecnico di Ostia stavolta – con un anno in più di milizia genoana e di distacco dall’ambiente a lui più abituale – non subirà alcun condizionamento personale. Più che Il suo passato personale possono incidere i capitoli di una storia di confronti praticamente a senso unico. Pesa nella psicologia del tifoso medio quello zero nella tabella degli incontri vinti nel glorioso stadio romano, mai espugnato dal Grifo, vittorioso solo una volta nella Capitale, ma al Flaminio nel lontanissimo 1990, con rete di Pato Aguilera. In tempi più recenti si ricordano nefandezze arbitrali che impedirono l’impresa e allora c’è chi - più che ai calciatori di mister Gasperini – guarderà al comportamento del direttore di gara designato, il siculo Abisso, se le cose, a tre quarti di gara, non si mettessero benissimo per i padroni di casa. Va detto però che con lo stesso arbitro i rossoblù strapparono nel 2022 un preziosissimo 0-0.

Il popolare DDR non è tipo che consideri già persa la contesa, ed ha pienissima ragione. E’ indubbio, infatti, che certi presupposti invitino a crederci. La Lupa proviene dalla clamorosa beffa di Chiampions: il 3-4- finale targato Real Madrid, dopo un parziale apparentemente tranquillizzante di 3-1, difficilmente sarà assorbito nel giro di tre giorni. Quei 95 minuti di fatica enorme neppure ricompensati dal risultato potrebbero cambiare, almeno in parte. l’evolversi della partita di campionato.

Ma più che con il morale basso dei suoi ragazzi il Gasp dovrà fare i conti con qualche assenza non trascurabile. Passi il forfait del portiere titolare Svilar, che ha nell’ex genoano Gollini un rimpiazzo decoroso, ma per la prima volta mancherà il sontuoso terminale di ogni azione, il cannoniere principe Malen, espulso a Como e poi sospeso per un turno. Non solo, la partitissima internazionale è costata anche la perdita di Dybala e Kone, altri due punti fermi, finiti in infermeria. Domanda lecita: in casa Genoa è il caso di esultare per quelle po’ po’ di defezioni? Non troppo, poiché la Roma, come tutte le altre iscritte al Barnum della Champions, si è dotata di un parco riserve di tutto rispetto. Malen è forse impareggiabile, ma Castro, che con la maglia del Bologna ha già castigato il Grifo, può essere considerato un ripiego? Per sostituire Dybala è pronto quel Mora che con i suoi guizzi fa impazzire qualsiasi difesa, e a centrocampo ecco Pisilli, un giovane in odore di azzurro: guai a sottovalutarlo.

La Roma, dopo l’Inter, rimane anche con qualche defezione la squadra più dotata del campionato, ma non è imbattibile. Serve però un Genoa prossimo alla perfezione e all’altezza anche quando qualche pezzo da novanta si arrenderà alla stanchezza. Riusciranno i nostri eroi ad evitare un calo di rendimento dopo l’ingresso di qualche riserva? Inevitabile ritenere il secondo tempo più delicato del primo.

Il mister genoano difficilmente si lascerà fuorviare dal successivo impegno, col Venezia a Marassi - quello sì da non fallire – e almeno sin quando il parziale regalerà speranze di punti non opererà avvicendamenti di carattere futuristico, ma rispetto alla sfida con la Fiorentina cambiano certi presupposti. La conferma del 4-4-1-1, con formazione immutata, è assai stuzzicante e non va esclusa, ma la logica e la prudenza consiglierebbero un ritorno all’antico modulo tattico, il collaudato 3-5-2 con Otoa favorito su Marcandalli per completare la difesa, i soliti due esterni Ehizibue ed Ellertsson, ancora Messias in appoggio a Osmajic in avanti. Rischia il posto El Shaarawy) (un altro ex amatissimo dal pubblico romanista e senz’altro salutato con applausi scroscianti) a favore di un centrocampista puro, che dovrebbe uscire dal ballottaggio tra Amorim, ristabilito da un lieve infortunio, e il diciottenne rampante Wiafe, che ha il muso buono, polmoni inesauribili e la giusta cattiveria. Con Frendrup e Traoré al suo fianco emerge un deficit di fisicità (intesa come centimetri e muscoli), ma De Rossi non gode di alternative efficaci sotto quest’aspetto.

Nella ripresa si vedrà all’opera qualche nome nuovo. Si candidano per un posto al sole anche Vitinha (di cui si attende un segno di vita…), Baldanzi (altro ex di giornata non troppo rimpianto) e il diciottenne Robinho Junior, il cui ingresso nel calcio che conta è ormai imminente.

A prescindere dagli interpreti, occorre un Genoa battagliero su ogni pallone vagante, concentrato in fase difensiva (con la partecipazione di centrocampisti e punte), in grado di mantenere ogni tanto il controllo del match e soprattutto pronto a distendersi in contropiede sfruttando le qualità di Osmajic. Se riuscirà nell’intento per 90 minuti e non solo per mezza gara, tutto potrà succedere. E se dovesse andare storta, pazienza: non è in questi appuntamenti che ci si gioca la salvezza.

                    PIERLUIGI GAMBINO


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