Un Genoa da "8" per abnegazione e Maran ha ritrovato la difesa

20.10.2020 11:30 di Pierluigi Gambino   Vedi letture

Mettiamola così: qualsiasi altra squadra che non fosse il Genoa avrebbe battuto il Verona e qualsiasi altra squadra che non fosse il Verona avrebbe battuto il Genoa. Incartati nella loro contingente pochezza, grifoni e scaligeri hanno mosso la classifica, ottenendo così il massimo che le loro attuali condizioni potessero permettere loro.
Juric ha dovuto rinunciare a quattro titolari (in primis a Veloso, genero d'arte), ma le assenze nelle file rossoblù erano ben più consistenti, a livello numerico e anche tecnico. In casa Genoa si temeva di perdere e alla fine della contesa si deve rimpiangere, invece, di non aver espugnato il Bentegodi: impresa abbordabilissima a ranghi completi.
In tempi di pandemia, il pari resta ricoperto di oro zecchino ed è stato il premio legittimo per una squadra che in fatto di abnegazione e capacità di soffrire merita un “otto” tondo, ad essere stretti. E un “bravo” va indirizzato anche a mister Maran, calatosi nella realtà che gli imponeva di accantonare ogni velleità di spettacolo per sposare in pieno la concretezza. Parliamoci chiaro: con Andreazzoli e Thiago Motta in panca, il Genoa sarebbe tornato a casa con le pive nel sacco.
La fase difensiva è stata assai funzionale, e la robustezza mostrata prescinde dai limiti della prima linea scaligera. Quando può agire in trincea, Zapata fa pesare il mestieraccio e anche certe doti atletiche: è stato il migliore in campo, seguito a ruota da un Perin sicuro in ogni parata (meno in quel controllo di piede nel primo tempo, con annesso rischio di capitolazione) e miracoloso nel distendersi su incornata di Kalinic, ma anche Masiello ha offerto una prestazione di tutto rispetto e il fresco acquisto Bani, pur meno dei brillante dei colleghi di riparto, non ha sfigurato.
Il reparto ha tenuto anche grazie ad un Ghiglione capace di sacrificarsi in copertura e per questo motivo impalpabile nella metà campo avversaria, e ad un Cyborra che fa una confusione tremenda, ha piedi plebei, ma corre, si batte leoninamente e se si tratta di rompere il gioco altrui risulta efficace. Certo, con i titolari Pellegrini a sinistra e Zappacosta a destra il Grifone sarebbe volato verso il cielo della vittoria, ma non è proprio il caso di coltivare rammarico.
Si temeva, piuttosto, il tracollo a centrocampo, con tre elementi dalle caratteristiche in fotocopia: bravi nel dirigere il traffico ma scarsamente mobili e privi assolutamente di cambio di passo. Badelj, senza chi correva per lui, è andato spesso in crisi (davvero una serataccia, la sua), mentre il mestierante Radovanovic se l'è cavata egregiamente e il ragazzino Rovella, sin quando le gambe hanno girato, non ha mostrato lacune se non nell'occasione ghiotta capitatagli nel primo tempo: un tiro al volo da centro area clamorosamente ciccato.
Al suo pari nel girone dantesco degli sciuponi dobbiamo inserire il sempiterno Pandev, al quale è capitata l'opportunità di decidere il match, ma siccome è tipo da colpi impossibili e non da tocchi facili, ha sbattuto quel pallone così invitante addosso al portiere Silvestri, come fosse al luna park.
Avercene, comunque, di campioni come il macedone, che per un'oretta ha dato il bianco, confermandosi di atra categori rispetto a compagni e antagonisti.
Ed eccoci ai due nuovi presunti bomber genoani, sui quali occorre per onestà intellettuale sospendere il giudizio, date le condizioni di partenza. L'uzbeko Eldor (chiamiamolo per nome, per favore, ripudiando quel cognome irripetibile) ha alternato errori marchiani a discrete cosucce: migliorerà appena conoscerà chi gli gioca al fianco, ma temiamo che non diventerà mai un fromboliere, essendo un uomo di manovra. Il suo sostituto Scamacca tocca la sfera con piede felpato, ma gioca un po' troppo sulle punte e, almeno ieri, ha spesso sbagliato la scelta della giocata: in serie A serve ben altra praticità per infilzare difensori robusti e smaliziati.
In attesa che il Covid faccia il bravo e restituisca a Maran qualche talento, consoliamoci con i quattro punti già incamerati augurandoci di ammirare contro la corazzata Inter un Genoa gagliardo e attento, per preparare al meglio (quale che sia il risultato finale) il successivo recupero col Toro, quello sì da vincere a tutti i costi.
                       PIERLUIGI GAMBINO