Cosa vi aspettavate?

20.10.2020 13:30 di Luca Canfora   Vedi letture

Certo, non è stata una grande partita. Ma nemmeno quella del Verona. Anzi, se proprio dovessi scegliere a chi dare il 50%+1 dei voti sceglierei il Genoa. 

Amici, cerchiamo di guardare in faccia la realtà. Sto ancora cercando di trovare un aggettivo per l'anno 2020, e credetemi, di vocaboli ne conosco parecchi. Partendo dalle implicazioni sociali, poi lavorative, per coinvolgere tutta la sfera emotiva, affettiva, filosofica, io non ho alcun pudore nel dire con naturalezza e sincerità che non sto tanto bene. Mi sento... scollegato? Disallineato? Spento? Rotto? Interrotto? Davvero potrei andare avanti per anni con gli aggettivi, e credo che ci sia qualcosa di vero in ognuno di essi. 

E' un anno complicato. E' come se avessero premuto il pulsante "Pause" sul lettore, e nel sogno il mio dito cerca di arrivare al pulsante "Play"... allungo il braccio, mi sembra di arrivarci, ma si sa... come sono i sogni... non ci arrivo. E poi mi sveglio, e sono ancora in pausa.

Questo è quanto, per me, e credo anche per voi. E temo anche per il calcio, ma per calcio intendo quello sugli spalti, che è stato azzerato, ma anche quello in campo. Sì, guardiamo le partite, ci sono gli omini che corrono, tirano, segnano, litigano. Ma è solo PS4.

Quindi? Quindi niente, non è una critica, non è una accusa, non è uno sfogo. E' solo una considerazione. Per me è giusto andare avanti, e non parlo di questione economica, che pure ha una grandissima rilevanza. No, la mia è solo una valutazione filosofica. Con attenzione, precauzioni, ma senza psicosi, senza ingiustificate psicosi, il calcio e non solo il calcio, ma moltissime altre cose altrettanto importanti della nostra vita, deve, e dovrebbero, assolutamente proseguire. Normate, regolamentate, controllate, ma andare assolutamente avanti. Con razionalità, lucidità, serietà, e cura di tutti gli aspetti in gioco, economici, ma anche sociali, educativi, etici, emotivi, dobbiamo tenere duro e lasciare passare questa fase. 

Con questo stesso spirito guardo il calcio, ed il Genoa. Il mio livello personale di pathos e coinvolgimento emotivo, ad oggi 20 ottobre 2020, si assesta tra il fondoscala della Scala Mercalli e il fondoscala della cantina di mio padre. Di cui da piccolo avevo un terrore folle. Non riesco a non seguire il Genoa, non riesco a staccarmi dal Genoa, e da un milione di altre cose, ma sono davvero stanco di questa situazione.

Con lo stesso identico metro giudico gli eventi che si ripercuotono sul calcio, sul Genoa, e sui nostri ragazzi. Tamponi, quarantene, stadi vuoti, assenza totale di gioia, leggerezza, partecipazione, umanità. Vale per noi, vale per loro, con l'aggravante di tante assenze importanti che penalizzano la coesione di squadra oltre gli aspetti puramente emotivi. 

Tutto qui. Per quello che è la situazione reale, del mondo, ben prima che del calcio, io non mi aspetto molto di più.

W il Genoa, teniamo botta ed andiamo avanti.

Arriveranno giorni migliori, per noi, e per il nostro Genoa.

   Luca Canfora