MiNUTI Rossoblù, colpo pesantissimo a Verona: De Rossi vede la salvezza

16.03.2026 06:30 di  Redazione Genoa News 1893   vedi letture

Doveva essere la partita della conferma, ed è stata la partita della maturità. Dopo il successo contro la Roma, il Genoa aveva bisogno di dare continuità anche lontano da Marassi. L’ha fatto vincendo 2-0 al Bentegodi contro il Verona, con i gol di Vitinha e Ostigard, salendo a 33 punti dopo 29 giornate e agganciando il Torino al tredicesimo posto.

È una vittoria che pesa molto più del punteggio. Perché arriva in uno snodo delicato della stagione, perché segue un’altra prestazione di spessore, quella contro la Roma, e perché racconta un Genoa sempre più consapevole di sé. Non è stato un inizio brillante: il primo tempo si è trascinato su ritmi bassi, con poco gioco, pochi strappi e una sensazione generale di incompiutezza. Il Verona ha deluso per intensità e qualità, ma il Genoa, almeno inizialmente, si è adattato troppo a quel contesto lento e sporco.

La svolta è arrivata nella ripresa, ed è arrivata ancora una volta dalla panchina e dalla lettura di De Rossi. Al 59’ sono entrati Vitinha e Norton-Cuffy, poi il tecnico rossoblù ha aggiunto anche Amorim, Ekhator e Martin. È lì che la partita ha cambiato faccia. Vitinha ha impiegato pochissimo per lasciare il segno: al 61’ ha trovato un gol splendido da fuori, un lampo tecnico e mentale che ha spezzato l’equilibrio. Poi, nel finale, è arrivato il colpo di testa di Ostigard, su assist di Martin, a chiudere i conti e a trasformare una vittoria importante in una vittoria pesantissima.

Dentro questo successo c’è la firma di molti, ma su tutti restano Vitinha e Ostigard. Il portoghese ha acceso la partita nel giorno del suo compleanno, con il gol che ha stappato tutto. Il norvegese, invece, ha fatto quello che fanno i leader veri: ha tenuto in piedi la difesa e poi ha colpito davanti, trovando il suo quinto gol in campionato. Ma sarebbe ingiusto fermarsi solo ai marcatori. Frendrup è stato ancora una volta enorme per corsa, equilibrio e personalità. Marcandalli ha confermato una crescita evidente, fatta di pulizia negli interventi e di crescente sicurezza. Questo Genoa oggi ha struttura, faccia, intensità emotiva.

La classifica, adesso, comincia davvero a parlare bene rossoblù. Il Genoa è a quota 33, momentaneamente a +9 sulla zona rossa. La salvezza non è ancora matematica, e guai a dirlo adesso, ma il traguardo si vede chiaramente. Più che fare calcoli, oggi ha senso registrare un dato semplice: questa squadra si è costruita il diritto di guardare avanti con ambizione, non più soltanto con paura.

E qui il merito di De Rossi è evidente. Ha preso una squadra fragile e le ha restituito identità, coraggio e fiducia. Oggi il Genoa non è soltanto più ordinato: è più convinto. Sa soffrire, sa aspettare, sa colpire. E soprattutto dà la sensazione di avere una direzione. In questo momento è forse questo l’aspetto più prezioso: non soltanto i punti, ma l’idea chiara di ciò che si vuole essere.

Adesso servirà battere ancora il ferro, senza abbassare di un centimetro tensione e fame. Il prossimo passaggio è già definito: venerdì 20 marzo al Ferraris arriva l’Udinese, alle 20.45. Un altro test duro, fisico, vero. Ma il Genoa ci arriva nel modo migliore possibile: con fiducia, con classifica, con una scia che adesso va difesa e allungata.


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