Con o senza Preziosi al comando, l'organico va rivoluzionato

03.08.2020 12:04 di Pierluigi Gambino   Vedi letture

Macché gioia esplosiva, euforia o voglia insopprimibile di fare caroselli per le vie del centro. Sollievo: ecco il sentimento reale che anima i tifosi del Genoa dopo aver visto sciogliersi la paura di retrocedere in una domenica agostana oltremodo positiva. Per il terzo anno consecutivo la permanenza in A è maturata all'ultimo turno, e mai come in questo campionato– va riconosciuto – il destino si è favorevolmente materializzato, pur in mille guise differenti.

Il rotondo 3-0 ai danni di un Verona non troppo agguerrito è stato il premio più meritato per un campione intramontabile come Goran Pandev, trascinatore esemplare oltreché campione autentico, alla faccia delle 37 primavere. Un gigante, il macedone, che si è caricato sulle spalle una squadra spesso smarrita.

Dall'allenatore in campo a quello in panca. Per Davide Nicola parlano i numeri: il torinese aveva rilevato il Grifo nella cantina della classifica e, facendo registrare un ritmo da nona posizione, ha centrato un obiettivo improbo. Qualche sua scelta non è stata condivisa, ultima fra tutte la mancata sostituzione, nella gara conclusiva, di Romero, già ammonito e in odor di espulsione, regolarmente arrivata. Un trainer più saggio e maturo non avrebbe esitato: fortuna che l'Hellas non aveva troppa voglia di concretizzare a suon di gol la mezz'ora di superiorità numerica.

Nicola meriterebbe una chance professionale da inizio stagione, ma se la società non fosse convintissima delle sue qualità, sarà preferibile divorziare piuttosto che confermarlo soltanto per gratitudine o per una spinta della piazza.

Ed eccoci alla dirigenza. Ieri sera, dopo il match stravinto, Enrico Preziosi, interpellato telefonicamente da Telenord, ha dichiarato papale: “Col Genoa ho chiuso, sicché non parlo più”. Va premesso che da qualche settimana gira una voce, sempre più insistente, secondo cui il Joker trasferirebbe a qualcun altro la presidenza del club. Improbabile è la soluzione più gradita al popolo genoano: la cessione di parte o di tutto il pacchetto azionario.  L'ipotesi più plausibile porta ad una mossa cosmetica, di facciata, tendente ad allontanare la pressione mediatica dalla sua persona più che a sancire un'autentica svolta. Sarebbe già, comunque, un passo avanti, in attesa di un compratore,ma solo se il principale azionista assolvesse fedelmente all'impegno di estraniarsi dalla vita societaria, lasciando campo totalmente libero ad un suo uomo. Ipotesi plausibile, che però cozza completamente con l'animo di un personaggio che interpreta ile calcio con sin troppo attivismo, lasciando ai propri collaboratori solo... le briciole.

In attesa che si chiarisca il futuro assetto del club, si dovrà mettere mano ad una rosa che perderà oltre la metà dei petali, in gran parte per fine prestito e per mancato riscatto da parte della società. Inoltre, sarà doveroso uno sfoltimento piuttosto deciso della pletorica pattuglia di Over 34: solo pochi di loro meritano di restare, e pazienza se tra i sacrificati dovessero comprendersi atleti che hanno onorato a lungo la casacca del Grifone. Eppoi, basta con chi si porta appresso da anni un a fragilità inguaribile o i postumi di gravi infortuni: occorre gente efficiente per non affondare nel calcio d'oggi, ben più proteso alla fisicità piuttosto che alla tecnica.

Un grazie va indirizzato a mister Nicola anche per aver rivalutato giocatori che parevano persi per la causa genoana: ci riferiamo a Jagello, Lerager (decisivi nello spicchio conclusivo di stagione), ma anche – con qualche riserva – ad Ankersen. Sono tra i rari elementi di proprietà sui quali porre le basi di un rilancio.

Inutile, forse, aggiungere che il Prez o chi per lui dovrà tornare ad investire su calciatori giovani, acquisendone i cartellini. Saranno pure i gioiellini da cedere un domani, ma per un anno almeno verranno utili per colmare le lacune emerse nell'arco della st5agione appena archiviata: linfa nuova per corroborare un gruppo asfittico, di qualità piuttosto scarsa e, per contro, di età avanzata.

                            P0IERLUIGI GAMBINO